Uragani e cicloni: ecco come si potranno prevedere con le bolle sapone

bolla sapone

Prevedere i cicloni analizzando le bolle di sapone: strano ma vero ed è l'intuizione di alcuni fisici dell'Università di Bordeaux, che hanno messo in relazione il fluido in rotazione sulle bolle e le tempeste tropicali.

Guidato da Hamid Kellay, il gruppo di fisici francesi ha riscaldato delle bolle di sapone dal basso per creare dei grandi vortici, la cui rotazione (che avviene sulla superficie delle bolle) sarebbe in molti aspetti simile al modo in cui agiscono i grandi sistemi meteorologici di bassa pressione. Variando la temperatura e ruotando le bolle, infatti, gli studiosi hanno visto come si creano delle strutture simili a una tempesta, grazie all'utilizzo di una telecamera che riprende fino a 500 fotogrammi al secondo.

"Dalla nascita alla morte, i vortici raggiungono un picco di intensità nel bel mezzo della loro vita", spiega Patrick Fischer, matematico collega di Kellay. Guardando con attenzione ciò che accade nelle bolle, gli studiosi hanno verificato che i vortici possono intensificarsi solo fino ad un picco massimo prima di entrare in una fase di declino, proprio come accade alle tempeste tropicali.

Come cicloni, uragani e tifoni, insomma, anche i vortici sulle bolle di sapone subiscono un picco di intensità a metà della loro vita prima di esaurirsi completamente.

Analizzando le dinamiche dei fluidi in rotazione sulle bolle, i ricercatori d'Oltralpe hanno messo a punto un modello teorico sul comportamento dei cicloni che ben si adatta a 150 cicloni che realmente si sono verificati su Atlantico e Pacifico.

Un sistema semplice e anche molto esemplificativo per le dinamiche atmosferiche, ma che tuttavia può essere utilizzato come punto di partenza per esplorare i sistemi più complessi. "Se abbiamo una migliore comprensione di come si creano vortici, come si muovono e come muoiono, siamo anche in grado di fornire previsioni migliori sui cicloni", conclude Fischer.