I 10 animali più dannosi per la biodiversità

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Gli animali hanno un ruolo importante nel mantenere l’equilibrio dell’ecosistema. Eppure a volte, in risposta agli squilibri dell’ambiente, adottano comportamenti estremi che minacciano la biodiversità.

Gli elefanti

Fra gli animali più grandi e potenti della terra, gli elefanti, hanno un profondo impatto sull’ecosistema. Sono nomadi e cambiano domicilio alla ricerca di cibo, compiendo soventi migrazioni e coprendo in poco tempo enormi distanze. Sono vegetariani e possiedono un grande appetito: consumano ogni giorno 150 chili di vegetali. Ma la continua migrazione fa sì che le aree non vengono mai devastate. Gli elefanti, infatti, si nutrono per lo più di rami. Le cose cambiano quando si imbattono nelle recinzioni create dall’uomo a difesa dei terreni agricoli. Questi ostacoli costringono gli elefanti a riversarsi in aree limitate con il risultato di devastare l’intera vegetazione.

Le locuste

Gli sciami di locuste possono diventare una vera e propria piaga. Durante le migrazioni formano sciami di cinque miliardi di individui, che si estendono dai 30 ai 90 chilometri quadrati. Gli sciami si muovono rapidamente, 5-6 metri al secondo, seguendo la direzione del vento, e sono in grado di volare per centinaia di chilometri, senza mai fermarsi. Gli effetti che provocano sorvolando una zona sono devastanti. In genere sono insetti solitari, ma quando le piogge creano condizioni riproduttive favorevoli, si moltiplicano rapidamente e migrano alla ricerca di cibo, divorando, in poco tempo, dalle 4 mila alle 8 mila tonnellate di foraggi, cereali e semi. Proprio questa primavera, l’Australia sudorientale, a causa di una lunga siccità seguita da inondazioni, è stata invasa da miliardi di insetti, la più grave in 40 anni, che ha causato nel settore agricolo perdite per centinaia di miliardi di dollari.

La corona di spine

La corona di spine è una stella marina di grandi dimensioni chiamata così per le lunghe spine velenose che coprono il suo corpo. È una specie invasiva che raggiunge i 40 centimetri di diametro, dotata di un numero compreso tra le 12 e le 19 braccia, si nutre di coralli e di polipi e sta fortemente danneggiando la barriera corallina. Secondo i ricercatori del Comitato di ricerca australiano sulle barriere coralline, l’invasione di corone di spine sarebbe stata causata dalla bassa qualità delle acque. L’inquinamento del mare prodotto dai fertilizzanti usati in agricoltura e gli scarichi urbani ha prodotto un’esplosione di microalghe delle quali si nutrono le larve delle corone di spine, che in poco più di dieci anni si sono moltiplicate. A questi ritmi di degrado e distruzione, i coralli potrebbero scomparire entro 30 o 50 anni.

Bovini

Secondo la FAO, l'allevamento bovino è responsabile del 18 per cento dei gas serra. I bovini emettono una grande quantità di metano attraverso rutti e flatulenze. E non solo, gli allevamenti sono causa anche della deforestazione nel mondo, in particolare della foresta pluviale dell’Amazzonia. A causa della continua e crescente domanda alimentare dell’uomo, infatti, in molte regioni del mondo i pascoli sono stati intensificati a danno della vegetazione. Molti alberi, infatti, vengono estirpati per creare praterie e questo procura danni notevoli alla biodiversità.

Le carpe

La carpa è un vero e proprio devastatore della vegetazione sommersa. Non di rado altera l’ambiente acquatico cibandosi di organismi vegetali e animali. Ed è ancora più dannosa quando colonizza un ecosistema non suo. Le acque dei fiumi degli Stati Uniti e dell’Australia sono minacciate, ad esempio, dalle carpe asiatiche. Una razza gigante che raggiunge i 18 chili, temuta per i danni economici che provocherebbe alla pesca e per quelli ecologici. Così, ogni anno, i due governi, spendono milioni di dollari per controllare e arginare la loro espansione.

Le capre

Le capre possono avere profondi effetti negativi sull’ambiente che le circonda, soprattutto sulla vegetazione. Possono diventare, infatti, degli erbivori voraci grazie alla loro frugalità ed adattabilità a qualsiasi tipo di cibo. Non c’è vegetale che non ingurgitano. Le capre, infatti, sono capaci non solo di selezionare gli alimenti ma anche le parti della stessa pianta.

I rospidella canna (Cane toads)

“Cane toads”, rospi che si trovano in Oceania, nei Caraibi e negli Stati Uniti. Letteralmente i rospi della canna, sono stati introdotti dal Sudamerica negli anni ‘30 nel fallimentare tentativo di controllare i parassiti della canna da zucchero. Si sono da allora moltiplicati fino a oltre 100 milioni, dimostrandosi fatali per il delicato ecosistema, uccidendo milioni di animali nativi. Tali rospi, infatti, sono velenosi e uccidono gli animali che li mangiano come i serpenti e i piccoli coccodrilli.

I coleotteri scolitidi

I “bark beetles” o “coleotteri scolitidi” si nutrono di organi vegetali, di latifoglie e di conifere. Non solo, utilizzano come sede riproduttiva il floema, ovvero la parte più interna della corteccia degli alberi. Presenti in Nord America, sono noti per attaccare e uccidere le piante vive. E non solo si nutrono della corteccia ma possono trasmettere delle malattie, devastando intere aree di foresta.

I ratti

I ratti non sono in genere degli animali pericolosi, lo diventano quando vengono inseriti in habitat estranei. Un esempio è stata la loro introduzione nella Lord Howe Island, in Australia. Sbarcati per caso sull’isola nel 1918, in quasi 100 anni, il ratto nero, anche detto ratto dei tetti, si è riprodotto a ritmi sostenuti e ha già provocato l’estinzione di cinque specie endemiche di uccelli, causando anche un significativo calo nelle popolazioni di altre specie di volatili.

Gli esseri umani

Di tutti gli animali sulla Terra, gli esseri umani sono gli “animali” più pericolosi per l'ambiente e per il suo equilibrio. Riscaldamento globale, inquinamento, costruzioni selvagge, rifiuti industriali, sono solo alcune delle sue colpe. I forti squilibri subiti dalla natura sono imputabili proprio all’uomo. Ma per fortuna gli esseri umani, a differenza della specie animale, sono capaci di rapidi cambiamenti culturali e hanno la possibilità di scegliere. Scegliere se continuare così o cambiare il proprio comportamento, trattando il mondo con più rispetto.

Gerarda Lomonaco

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