Seafloor Explorer: uno sguardo sul fondo del mare

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Chiunque sia appassionato delle meraviglie del mare può contribuire al suo studio accedendo al sito Seafloor Explorer. L'iniziativa è quella di coinvolgere il pubblico ad identificare nuove specie marine in una perlustrazione interattiva e virtuale. Frutto di una collaborazione tra gli oceanografi impegnati nell'apprendimento degli habitat marini, i programmatori web e gli scienziati, il progetto ha visto il suo lancio il 13 settembre.

Il gruppo conta al momento qualcosa come 40 milioni di immagini, sebbene al momento del debutto del sito prevede l'immissione di un set di 100 mila fotografie. Ognuna scattata da HabCam, uno strumento sottomarino di mappatura dei fondali, sviluppato e costruito da un gruppo di biologi marini ed ingegneri del Woods Nole Oceanographic Institution (WHOI). Il sito, inoltre, è stato fondato dalla Alfred P. Sloan Foundation e costruito in collaborazione con Citizen Science Alliance.

Il contributo del pubblico sarà quello di osservare i pesci ed altre specie marine e vari organismi, fornirne misurazioni essenziali e descriverne gli habitat naturali e favoriti. "Siamo veramente entusiasti di questo progetto", afferma il Dr. Scott Gallager, biologo per il WHOI nel gruppo HabCam e sviluppatore presso il Cooperative Institute for The North Atlantic Region National Oceanic and Atmospheric Administration. "Acquisiremo una maggiore conoscenza degli organismi viventi dei fondali marini e creeremo mappe degli habitat ad una risoluzione tale che non potremo più farne a meno".

Un ulteriore contributo da parte degli utenti sarà quello di aiutare gli scienziati a rispondere ad alcune domande riguardo il modo e le ragioni in cui alcune specie marine costituiscono la principale risorsa per i propri predatori. Infine, essenziale sarà la perlustrazione dei loro habitat. Ma, sicuramente, l'entusiasmo del pubblico deriverà dal fatto di poter usufruire di una galleria di immagini mai viste finora. "C'è molta tecnologia a rendere così competitiva questa esperienza", dichiara il Dr. Arfon Smith, direttore del Citizen Science presso The Adler Planetarium.

L'idea di usufruire del pubblico in tali ricerche non è nuova. Negli ultimi anni, CSA ha sviluppato altri siti nei quali gli utenti hanno contribuito con osservazioni e analisi. Basti pensare a Galaxy Zoo, Planet Hunters e Old Weather. Una raccolta di dati e una mole di studi che richiederebbero anni e ingenti sforzi economici. E che, tuttavia, seppur sviluppati da non professionisti, dopo un'accurata analisi dei risultati risultano essere allo stesso modo esaustivi.

Federica Vitale

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