Marsili potrebbe provocare uno tsunami nel sud Italia

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Anche l’Italia potrebbe essere a rischio tsunami, soprattutto la parte meridionale. Secondo alcuni recenti studi, svolti dall’ Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia di Roma, nelle acque a nord della Sicilia si trova un vulcano sottomarino, Marsili, che ha mostrato chiari segni di instabilità.

In particolare, gli studiosi dell’INGV hanno rivelato che sui fianchi del vulcano potrebbe esserci una caverna non molto resistente, per cui un terremoto o un'eruzione vicina a Marsili sarebbe sufficiente a causare il collasso della montagna sottomarina, scatenando uno tsunami che colpirebbe le coste del sud Italia, soprattutto della Sicilia settentrionale e della Sardegna.

Enzo Boschi, dell'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, insieme ai colleghi ha dato un’occhiata alla alla struttura interna di Marsili, utilizzando metodi di rilevamento a distanza, che includevano la misurazione di come il vulcano colpisce il campo gravitazionale terrestre.

Non sarebbe la prima volta in cui si verifica il crollo di una montagna sottomarina. A quanto pare, qualche crollo si è già verificati su Marsili. Inoltre, la montagna sottomarina Vavilov, a circa 200 chilometri a nord-ovest di Marsili, è fatta anch’essa di materiale poroso e sembra abbia perso un intero fianco lungo 40 chilometri. Un vero e proprio evento catastrofico a detta dei ricercatori.

Secondo Bill McGuire dell'University College di Londra, è impossibile prevedere se e quando potrebbe verificarsi lì eruzione vulcanica. E spiega: “La costruzione apparentemente fragile di Marsili suggerisce che un crollo in un momento futuro non sarebbe una sorpresa. A seconda della scala, la velocità e la natura del collasso, questo potrebbe generare uno tsunami significativo e potenzialmente dannoso”.

Non possiamo che augurarci che la scienza e le moderne tecnologie riescano col tempo a prevedere fenomeni di questa portata.

Francesca Mancuso

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