Carpinteri: I terremoti si possono prevedere

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“I terremoti si possono prevedere”: Alberto Carpinteri, Presidente dell’Istituto Nazionale di Ricerca Metrologica (Inrim), lo ha dichiarato a chiare lettere durante i lavori del Convegno organizzato dal deputato Domenico Scilipoti a Roma lo scorso 2 luglio ‘Verso una rivoluzione energetica non inquinante’. Una grande novità per la scienza, che ha sempre sostenuto l’esatto opposto. Se fosse vero sarebbe la svolta per paesi, come il nostro, ad alto rischio sismico. Ma è possibile che sia la realtà?

Carpinteri è noto alla comunità scientifica per aver effettuato degli esperimenti nel campo delle Lenr (reazione nucleari a bassa energia), realizzando una metodica che ha chiamato ‘Reazione piezonucleare’, con la quale l’onda urto provocata da ultrasuoni spingerebbe un nucleo a disgregarsi con emissione di una discreta quantità energia: una sorta di “fissione fredda”.

Purtroppo però i suoi esperimenti sono stati attaccati da diversi esponenti della comunità scientifica, che accusa il Presidente dell’Inrim di non aver usato il metodo scientifico, di aver presentato i dati in modo scorretto, e a volte, seppur velatamente, ha insinuato una vera a propria manipolazione.

La previsione dei terremoti, secondo Carpinteri, sarebbe possibile monitorando le emissioni dei neutroni: “Le emissioni di neutroni –ha infatti dichiarato Carpinteri- sono, sicuramente, un precursore sismico assieme a quelli già noti: le emissioni acustiche ed elettromagnetiche. Da qui l’invito rivolto ai politici ad investire nella ricerca.

Un caso che Carpinteri parli proprio delle emissioni dei neutroni, cardini della sua reazione, e che punti proprio sulla previsione dei terremoti che hanno scosso l’opinione pubblica così tanto negli ultimi tempi? Probabilmente no. La guerra sulle Lenr d’altronde è aperta e sono in molti a combattere: da Andrea Rossi a Francesco Piantelli, nonché la Defkalion e la stessa Nasa, per citare solo gli esponenti più di spicco, per ragioni a volte mediatiche a volte tecniche.

I soldati sono dunque tanti ma i finanziamenti pochi. E se qualcuno decidesse di usare qualche stratagemma non proprio leale?

Roberta De Carolis

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