Terremoti: da due giorni la Sicilia trema. Colpa dell'Etna?

terremoto etna

Per ora ancora niente di grave -massima magnitudo 3.2-, ma anche nel Catanese si sono registrate la notte scorsa 40 scosse, legate all’attività dell’Etna. Una Sicilia che non si ferma dunque, e che fa temere per il futuro, anche perché le scelte dell’uomo in materia di edilizia sono state spesso molto infelici.

L’Etna è d’altronde un vulcano ancora in piena attività, e i suoi movimenti sono spesso legati a scosse sotterranee nelle zone circostanti. “Non ci deve stupire che l’attività vulcanica possa essere messa in relazione anche con l’attività di grandi terremoti, visto che ambedue le fenomenologie rispecchiano la dinamica del sistema Terraha dichiarato il direttore della Sezione di Catania dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (Ingv), Domenico Patanè- Relativamente a quanto sta accadendo nel Mediterraneo e in particolare in Italia, con l’intensa sequenza sismica in Emilia, anche se è difficile stabilire una stretta relazione con l’attività dell’Etna, tutto ciò può anche essere ricondotto a processi geodinamici a carattere regionale, e queste dinamiche possono riflettersi anche sui vulcani, che non sono altro che delle finestre aperte sull’interno della Terra e possono rispondere a processi a più ampia scala”.

monti iblei

Il 2012 è un anno veramente critico per i terremoti italiani, da Nord a Sud, ma le politiche di intervento sugli edifici non sembrano avere molto spazio, nonostante i numerosi allarmi lanciati dagli esperti, che hanno messo in relazione la situazione geologica italiana con le errate politiche edilizie. I terremoti -si sa- non possono essere previsti con certezza, e l’unica cosa saggia che si può fare è prevenire i danni arrecati da un possibile evento sismico.

Ma mentre le scosse continuano, in Emilia la gente che ha perso le proprie abitazioni vive tuttora in tendopoli e container. La ricostruzione? Un’assoluta priorità che però stenta a partire. E nel frattempo, a questo scopo, l’Ingv, in collaborazione con Fotografia Reflex, lancia un progetto congiunto di pubblica utilità allo scopo di elaborare progetti specifici per lo studio e la ricostruzione delle zone terremotate in Pianura Padana, attraverso la fotografia. L’iniziativa servirà a raccogliere immagini delle zone disastrate in modo da analizzare a tavolino la situazione e andare poi sul posto con idee mirate su dove e con cosa intervenire.

Roberta De Carolis

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