Terremoto al Sud: l'allerta di Martelli

terremoto sud

Terremoto in Emilia Romagna. Sono più di 400 le scosse di terremoto che si sono abbattute in sole 72 euro sull'Emilia Romagna, ed in particolare nel modenese e nelle province di Ferrara e Mantova. Le più violente si sono verificate a Modena ieri sera attorno alle 21, con una magnitudo di 3.6 e 4.2. Le località più vicine all’epicentro sono state Concordia sulla Secchia, San Possidonio e Mirandola. Secondo la Protezione civile il numero degli sfollati è giunto ormai a 14mila.

Ma nelle ultime ore, si è diffusa la falsa notizia che il Big One, una scossa violentissima e devastante potrebbe tornare a colpire l'area. Nulla di esoterico, niente Maya, né allineamenti planetari erroneamente accostati al terremoto emiliano. Questa volta all'origine potrebbe esserci una sorta di tentativo di sciacallaggio ben architettato. Su Meteoweb, infatti, si legge che qualcuno avrebbe segnalato la presenza di alcune persone che per le strade intimano alla gente di abbandonare la propria abitazione a causa di imminenti nuove scosse di terremoto, probabilmente con l'intenzione di rubare qualcosa in loro assenza.

E, com'era accaduto per il terremoto dell'Aquila, quando il sismologo Giuliani lo aveva in qualche modo predetto, come racconta nel suo libro scritto insieme ad Alfredo Fiorani (L'Aquila 2009, la mia verità sul terremoto), anche in questa occasione si è molto discusso sulla possibilità di riuscire a prevedere fenomeni di tale portata.

Ai microfoni di Sky Alessandro Martelli, direttore del Centro di Ricerche Enea di Bologna ha precisato che "alcuni noti sismologi, in particolare dell'Università di Trieste ma anche sismologi stranieri molto noti dell'Accademia delle scienze russa avevano espresso preoccupazione sia per il Nord Italia, ovviamente non in quella zona precisa ma in una più ampia, sulla possibilità che si verificasse un terremoto a breve o medio termine, quindi anche di diversi mesi. E quello è accaduto". Alcuni scienziati avevano dunque ipotizzato che nel settentrione vi fosse tale probabilità.

Ma Attenzione, continua Martelli, "non è che avessero previsto l'esatto epicentro, avevano stimato un'aumentata possibilità del verificarsi di un terremoto in una zona molto ampia, che va dai confini con la Jugoslavia fino a giù, al centro Italia. Quindi un'incertezza spaziale e temporale enorme. Poi si è verificato davvero, e questi studi sono datati al 1° marzo".

E vi sarebbero anche degli studi che sottolineerebbero un rischio elevato anche al Sud, notoriamente una zona molto sismica. Tali ricerche sarebbero tre "e sono abbastanza preoccupanti non perché si possa averifcare un terremoto inaspettato, il sud è noto per essere molto più sismico. Le nostre regioni in passato hanno avuto terremoti parecchio violenti, come quelli di Messina e Reggio Calabria o come quello che distrusse la Piana di Catania nel 1693. Non stiamo parlando di qualcosa di strano, ma di eventi che essendo già avvenuti, con tutta probabilità a prescindere da questi studi prima o poi si verificheranno. La preoccupazione dei sismologi è che il 'poi' non sia tanto lontano per cui è necessario attivarsi per cercare di prepararsi in termini di protezione civile e di verificare le strutture che possano dare i problemi maggiori e che non conosciamo bene in termini di vulnerabilità, come alcuni impianti chimici che abbiamo a Priolo e Milazzo".

Visti i precedenti, secondo l'esperto, prima o poi (sperando il più tardi possibile), il Sud potrebbe essere nuovamente colpito da un sisma, almeno in termini di probabilità. Ma non vi è alcuna certezza su questo.

L'unica cosa da fare, a prescindere da eventuali rischi, è attuare al più presto la messa in sicurezza di tutti gli edifici del nostro paese, visto che dati recenti hanno mostrato che il 70% di essi potrebbe essere a rischio.

Francesca Mancuso

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