Emilia Romagna: la terra trema ancora. Perché?

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La terra trema ancora. E fa paura. Questa volta la scossa avvertita dalla popolazione è stata decisamente molto alta. Alle 9.07 di questa mattina, la prima scossa ha raggiunto magnitudo 5.8. Ma non è stata l'ultima, se si considera quella, anch'essa impietosa, delle 11.30 e quella delle 13 di magnitudo 5.8.

L'epicentro è localizzato ancora volta nella provincia di Modena. Ma le scosse sono state avvertite fino a Milano e nelle regioni limitrofe, come Liguria e Toscana. Ancora una volta l'Emilia Romagna, dunque, che dopo il 20 maggio vive nell'angoscia e nella paura. Come si spiega in una nota per l'Ansa "Si temeva che con una struttura così complessa, potesse esserci spazio per altri terremoti di grande entità". A parlare è il sismologo dell'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (Ingv), Alessandro Amato.

Secondo quanto trapela dalle prime notizie, l'ennesimo sisma potrebbe essere dovuto alla rottura di una nuova faglia. Questo fornirebbe una prima risposta alla valanga di “perché” che prendono vita nelle coscienze di chi è vicino alle famiglie delle vittime (11 secondo le prime stime ma, purtroppo, ancora da definire) e alle migliaia di sfollati che da giorni, ormai, vivono nelle tendopoli organizzate per dare loro ricovero.

Gli esperti di geologia e di vulcanologia hanno ora un bel da fare per cercare di spiegare motivi ed esaudire curiosità. Intervistati dalle televisioni di tutto il mondo e dalle testate giornalistiche che seguono da vicino l'evento, parlano con tono rassicuranti. Perché di fenomeno naturale si tratta. Sebbene nessuno riesca a spiegare le ragioni per cui, tutto d'un tratto, la nostra penisola abbia cominciato a tremare sempre più forte, da nord a sud e con simile frequenza.

Cosa succede nel sottosuolo? Se consideriamo le numerosissime scosse che il nostro paese subisce ogni giorno, escludendo quelle che generano anche fatti drammatici come quelli che stiamo vivendo, sembrerebbe tutto decisamente “normale”. Ma a scatenare il movimento delle placche sotterranee che costituiscono il nostro substrato, gli esperti chiariscono che proprio tali placche “galleggiano” su di uno strato di magma. Questo, nel suo stato liquido e viscoso, le fa scivolare. Ed è così che le placche vengono a scontrarsi. Sono tali scontri a formare pressioni enormi che si scaricano generando, appunto, terremoti di tale portata.

Se consideriamo le Alpi e l'Himalaya come creazioni evidenti di tale fenomeno, non è difficile confermare tale motivazione all'origine dei terremoti.

Federica Vitale

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