Terremoto Emilia Romagna: altre scosse

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Emilia Romagna. Un tremendo terremoto ha scosso nella notte tra sabato e domenica la regione. 7 i morti e circa 5mila gli sfollati. Secondo l'Ingv, si contano ormai oltre 100 scosse di varia entità. La più più forte è stata quella del 20 maggio alle 4:03 di magnitudo 5.9 ad una profondità di circa 6 km. La replica maggiormente avvertita è stata poi quella delle 15:18 di ieri (5.0). Ma lo sciame sismico, iniziato nella serata di sabato, non sembra essersi ancora concluso.

Gli esperti dell'Ingv, alle 17.00 di ieri, si sono riuniti presso la sede romana dell'Istituto per analizzare l'evento, avvenuto in una zona solitamente non investita dai terremoti. Ma lo scorso gennaio, l'Emilia era stata colpita da un altro sisma, di magnitudo 5.4. Secondo quanto spiega l'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia in una nota, la sismicità si è distribuita lungo un’area allungata per circa 40 km in direzione est-ovest. I terremoti più forti della sequenza sono dovuti a un fenomeno di compressione attiva in direzione nord-sud, legato alla spinta dell’Appennino settentrionale verso nord, al di sopra della placca adriatica. Ma c'è di più. Confrontando la magnitudo delle principali scosse sismiche registrate in questi due giornoi con l'estensione della zona attiva, è emerso che potrebbe essersi attivato un sistema di faglie complesso, non una singola faglia.

Inoltre, i due terremoti di gennaio, a detta degli esperti, sebbene siano avvenuti a profondità molto diverse (30 e 60 km) rispetto ai 6-8 km di quelli odierni, sono anch’essi legati ai movimenti della stessa “microplacca adriatica”, che negli ultimi mesi ha avuto un’attività piuttosto intensa.

Altri sismi. Secondo l'Ingv, un evento sismico assimilabile a quello di ieri colpì Ferrara nel 1570, causando danni fino all’ottavo grado Mercalli (MCS). Un altro evento storico di interesse, studiato di recente, è quello avvenuto nel 1639 con epicentro nei pressi di Finale Emilia, ove produsse effetti del VII-VIII grado MCS.

Secondo quanto si legge in una nota della Protezione Civile, sono oltre 200 i volontari delle organizzazioni nazionali impegnati nei luoghi del sisma che operano nell’ambito del sistema regionale, cui si aggiungono i circa 200 volontari della Cri - Croce rossa italiana e le centinaia di volontari delle associazioni locali. Questa notte è stata data accoglienza a 2.500 persone nel modenese e a 900 in Provincia di Ferrara, ospitate in strutture attrezzate, alberghi e abitazioni di parenti e amici.

Francesca Mancuso

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