Gorilla: ricostruito l'anello mancante grazie al DNA

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Gorilla, completata la mappa del DNA. Il genoma completo è quello di una femmina di gorilla nato in cattività, Kamilah, che adesso è ospite del San Diego Zoo Safari Park. I risultati sono un'ulteriore conferma dell'evoluzione dell'uomo da tali specie e del fatto che l'albero evolutivo collega esseri umani, scimpanzé e gorilla.

E i risultati mostrano che gli esseri umani sono più vicini ai gorilla di quanto ipotizzato fino ad ora. Gli esseri umani e gli scimpanzé si discostarono l'uno dall'altro circa 6 milioni di anni fa. Un tempo non troppo lungo se considerato in termini evoluzionistici.

L'esemplare da cui è stato tratto il dna ha 35 anni, pesa 136 chilogrammi e un bel manto di pelliccia scura. Ed il primo gorilla al mondo ad avere beneficiato dell'intero sequenziamento del genoma. I ricercatori hanno già sequenziato i genomi degli esseri umani, degli schimpanzé e degli orango. Adesso, col gorilla, è stata completata la serie di mappe genetiche delle grandi scimmie.

La comprensione di questi cataloghi genetici dei nostri parenti più prossimi, può rivelare molto sul nostro percorso evolutivo. Come sappiamo, dopo gli scimpanzé, i gorilla sono i nostri parenti più vicini. "Quando gli esseri umani e gli scimpanzé cominciarono a differenziarsi, anche i gorilla, poco tempo dopo furono separati dalla stessa linea evolutiva", ha detto Aylwyn Scally, ricercatore del Wellcome Trust Sanger Institute di Hinxton, Regno Unito, che ha condotto l'opera di sequenziamento.

Il team ha inoltre confrontato il genoma di Kamilah con sequenze parziali di altri tre gorilla, due della stessa sub-specie di Kamilah, il gorilla della pianura occidentale (Gorilla gorilla gorilla) e un gorilla della pianura orientale (Gorilla beringei Graueri).

"Avere lignaggi aggiuntivi mette l'evoluzione umana in una prospettiva importante", ha spiegato Wolfgang Enard, che esperto di genetica umana evolutiva del Max Planck Institut for Evolutionary

"Il genoma gorilla è particolarmente importante per la comprensione dell'evoluzione umana, perché ci racconta il momento cruciale in cui ci differenziammo dai nostri parenti più prossimi, gli scimpanzé" prosegue Aylwyn .

Lo studio è stato pubblicato ieri su Nature.

Francesca Mancuso

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