Antartide: scoperti 12 grossi vulcani sottomarini

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Nuova scoperta in Antartide. Grazie ad uno studio realizzato dagli esperti della British Antarctic Survey, da oltre 60 anni impegnata nelle ricerche scientifiche di quest'area del mondo, realizzato presso le South Sandwich Islands, sono stati scoperti 12 grandissimi vulcani sottomarini fino ad ora sconosciuti.

Ancora una volta le moderne tecnologie hanno permesso una così straordinaria impresa. Si tratta infatti di vulcani di dimensioni maestose, localizzati da sofisticatissime tecnologie sonar installate a bordo della RRS James Clark Ross, una speciale imbarcazione in grado di attraversare il ghiaccio anche di un metro di spessore, grazie ad un sistema ad aria compressa che libera il passaggio. Dotata di specifiche strumentazioni adatte agli studi geofisici, la RRS ha dunque trovato i vulcani, nei pressi dell'arcipelago disabitato delle isole Sandwich Australi.

È stato così possibile stabilire l'altezza dei rilievi, pari a circa 3mila metri, ma anche il diametro dei crateri 5mila metri e il numero dei vulcani attivi, 7 su 12. Di essi, inoltre, alcuni sporgevano dalla superficie, somigliando a piccoli isolotti.

Abbiamo iniziato a studiare questa zona apparentemente desolata di oceano, perché sulla mappa c'era una grande area vuota e non avevamo idea di cosa si potesse nascondere nel fondo marino – ha spiegato Dr Phil Leat dal British Antarctic Survey in occasione del Simposio Internazionale di Scienze della Terra in Antardite - e all'improvviso il fondo del mare si è sollevato sotto di noi. stato un viaggio emozionante e pieno d'avventura".

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Molto rimane ancora da scoprire. Secondo lo studioso infatti, nonostante la tecnologia dia un grosso contributo, ci sono altre cose da chiarire: "Ci sono tante cose che non capiamo riguardo all'attività vulcanica sottomarina. Le tecnologie di cui oggi gli scienziati sono in possesso, utilizzate dalle navi non solo ci danno l'opportunità di ricostruire la storia dell'evoluzione della nostra Terra, ma ci aiutano anche a gettare nuova luce sullo sviluppo degli eventi naturali che comportano pericoli per le persone che vivono nelle regioni più popolate del pianeta. "

Grazie alla scoperta, sarà possibile saperne di più su cosa accade nei fondali quando nelle immense montagne come quelle dell'Antartide si verificano eruzioni vulcaniche, che potrebbero sfociare in altrettanto giganteschi tsunami. Inoltre, le acque riscaldate dall'attività vulcanica portano alla creazione di un habitat ricco di molte specie di fauna selvatica, regalandoci nuove conoscenze nel settore della biologia marina e della geofisica.

Francesca Mancuso

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