Zanzara tigre: mappata la diffusione con un satellite

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Turbano le nostre notti con i loro ronzii molesti. Ci svegliano nel cuore dei sonni estivi, lasciandoci sulla pelle anche le classiche bollicine rosse e pruruginose. Ma quanto sono fastidiose le zanzare!

Già da tempo la scienza si chiede come gestire queso fastidioso insetto. Un'idea recentemente proposta è stata quella di modificare il dna della zanzara anofele per debellare la malaria. É stata scoperta anche la sostanza che le attrae. Di passi avanti ce ne sono stati tanti, ma se il nostro futuro sarà probabilmente "zanzara free", non lo è sicuramente il nostro presente.

Tuttavia, dal Trentino Alto Adige giunge un'interessante iniziativa. Un gruppo di ricercatori dell’Istituto agrario di San Michele all’Adige ha infatti tenuto d'occhio la zanzara tigre, attuando una vera a propria azione...di spionaggio attraverso i satelliti.

Scopo dello studio era la scoperta delle zone più adatte al suo annidamento e alla sua proliferazione in Trentino. E i risultati parlano chiaro: la valle dell’Adige, la valle dei Laghi, la zona del lago d’Idro e la Valsugana meridionale possiedono le condizioni climatiche più favorevoli all’insetto.

Utilizzando i dati riguardanti la temperatura del suolo rilevati dai satelliti, gli studiosi Markus Neteler, David Roiz, Cristina Castellani, Annapaola Rizzoli e Daniele Arnoldi hanno messo a punto una metodologia di analisi all’avanguardia, illustrata sulla rivista scientifica PlosOne, realizzando anche una mappa che rappresenta la distribuzione della zanzara nel territorio altoatesino.

Spiegano i ricercatori: “Tale metodo è applicabile anche per studiare altri insetti pericolosi per l’uomo come le zecche, basta conoscere i parametri climatici che ne regolano le esigenze ecologiche”.

La guerra contro le zanzare, terroriste delle nostre notti, abbia inizio!

Francesca Mancuso

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