Terremoto in Giappone: asse terrestre spostato di 17 cm

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Il terremoto del Giappone continua a far parlare di sé, non soltanto per le migliaia di morti che ha generato insieme al rischio nucleare proveniente dalla centrale di Fukushima, ma anche per avere provocato uno spostamento dell'asse terrestre di ben 17 centimetri.

Le scosse telluriche, soprattutto la prima, di magnitudo 8,9, verificatasi lo scorso 11 marzo al largo delle coste nord-orientali dell'isola Honshu, la più grande del Giappone, hanno dunque alterato l'equilibrio del baricentro terrestre.

Secondo i dati, anche il terremoto di Sumatra del 2004 aveva provocato uno spostamento simile, anche se in misura inferiore (6 cm). Alla base del fenomeno, secondo Giuseppe Bianco, direttore del Centro di Geodesia dell’Agenzia spaziale italiana di Matera: "il terremoto è avvenuto ad una latitudine tale che l’ effetto sul polo è massimo”.

Immediato chiedersi quali conseguenze e quali ricadute potrebbe avere uno spostamento così significativo dell'asse. Secondo l'Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia, "l'impatto di questo evento sull'asse di rotazione è stato molto maggiore anche rispetto a quello del grande terremoto di Sumatra del 2004 e probabilmente secondo solo al terremoto del Cile del 1960".

Ancora una curiosità. Il terremoto del Giappone ha ridotto il giorno terrestre di 1,8 microsecondi. A rivelarlo è stato uno studio del Jet Propulsion Laboratory della Nasa, in California, secondo cui il sisma avrebbe provocato un'accelerazione della rotazione della Terra.

Non si conoscono ancora le possibili conseguenze che il fenomeno potrebbe portare con sé. Si pensa che vi potrebbero essere influenze sul clima, ma è ancora troppo presto per poter stabilire cosa ci attenderà nel futuro prossimo.

Francesca Mancuso

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