Gli Usa spingono verso la fusione nucleare. Ma la rivoluzione e' italiana

fusione freddallnl

Con la fusione nucleare è possibile produrre più energia di quella immessa. Il "Sacro Graal" della settore sembra avere nuove prospettive in base ai risultati degli ultimi esperimenti condotti negli Usa, presso il Lawrence Livermore National Laboratory (LLNL).

Tale reazione consiste nell'avvicinare i nuclei di due o più atomi fino a far prevalere l'interazione forte sulla repulsione elettromagnetica. Per compiere tale 'avvicinamento' occorre una grande quantità di energia che difficilmente riesce a superare quella prodotta dall'incontro dei nuclei. È questa la difficoltà da sempre incontrata dagli scienziati che studiano questo tipo di reazione.

Il passo fondamentale è dunque far sì che l'energia generata attraverso le reazioni di fusione superi quella depositata nel combustibile. Il traguardo raggiunto per la prima volta dagli scienziati americani è stato quello di avere un guadagno maggiore di 1. Per dare il via alla reazione di fusione nucleare, i ricercatori dell'Llnl hanno utilizzando 192 laser con i quali è stato riscaldato il carburante, formato da deuterio e trizio, ottenendo nuclei di elio (particelle alfa) che hanno “depositato” la loro energia piuttosto che lasciarla andare via.

A loro volta, le particelle alfa, ossia i nuclei di elio prodotti nel processo di fusione di deuterio-trizio, hanno riscaldato ulteriormente il carburante, aumentando il tasso di reazioni di fusione, producendo così più particelle alfa. Questo processo di feedback è il meccanismo che porta all'accensione.

Tale processo di avvio è stato dimostrato attraverso una serie di esperimenti in cui la resa della fusione è sistematicamente aumentata di 10 volte rispetto agli approcci precedenti.“La cosa veramente interessante è che stiamo assistendo ad un contributo sempre maggiore della resa proveniente dal processo di boot-strapping”, ha detto l'autore Omar Hurricane. “C'è ancora lavoro da fare e devono essere affrontati dei problemi di fisica prima di arrivare alla fine, ma il nostro team sta lavorando per affrontare tutte le sfide”. L' E-cat e Andrea Rossi hanno dunque nuovi rivali?

Ma potrebbero essere proprio l'Italie e l'Europa le protagoniste del settore. Spiega l'Enea, che da anni è impegnata nel progetto ITER, che i risultati Usa, anche se importanti per lo sviluppo della fusione inerziale, sono inferiori a quelli già ottenuti con la fusione a confinamento magnetico. "In particolare, se si considera tutta l’energia in gioco il rapporto tra quanto ottenuto e quanto speso, nell’esperimento di fusione inerziale è dell’ordine del 1%. Per confronto, con il confinamento magnetico, nell’esperimento JET si è ottenuto un rapporto significativamente più elevato. La strada del confinamento magnetico resta per l’Italia e l’Europa la strada maestra per ottenere l’energia da fusione, un settore dove l’Italia grazie al coordinamento ENEA è leader riconosciuta sia a livello scientifico e tecnologico che a livello industriale come dimostrano le commesse acquisite per la costruzione di ITER che ammontano al 53% del valore assegnato finora", spiega.

La rivoluzione energetica passerà dunque per il nostro paese?

Francesca Mancuso

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