Fusione fredda: l’Hot E-cat è in ritardo, intanto Celani va in TV

rossi radiazioni

Fusione fredda. Si parlava di febbraio/marzo per le certificazioni e quindi per l’installazione del primo E-cat ad alta temperatura, ma ora Andrea Rossi sembra tornare sui suoi passi, parlando di uno slittamento verso il mese di aprile. Il problema, a quanto pare, sarebbero le certificazioni, che stentano ad arrivare. Così come il documento firmato da terze parti, che sarà pubblicato indipendentemente dai risultati, ma che ancora non risulta emesso.

“Stiamo lavorando duramente per le consegne degli Hot E-cat e sulle loro certificazioni di sicurezzascrive Rossi sul suo blog - Come sapete, su di loro è in corso una convalida indipendente di terze parti che recentemente è stata prolungata con ulteriori test. Penso che la pubblicazione dei risultati sarà effettuata a marzo, dopo la fine delle prove. Voglio nuovamente ricordare che i tempi di lavoro delle terze parti e le loro pubblicazione non dipendono dalla mia volontà. A marzo saranno emesse anche le certificazioni di sicurezza (anche queste in corso). La consegna del primo impianto dovrebbe essere effettuata tra marzo e aprile.

Al di là del documento firmato dalle terze parti, l’impianto non potrà essere chiaramente installato senza le certificazioni, il cui ritardo giustifica il prolungarsi dell’attesa. Molti dubbi affiorano su questo delay, ma Rossi mostra sicurezza, e non dubita dei risultati.

Intanto i concorrenti o presunti tali dell’inventore italiano proseguono il loro lavoro, a volte criticati dallo stesso Rossi, come nel caso di Francesco Piantelli, altre volte in modo del tutto indipendente, come sembra procedere Francesco Celani, i cui esperimenti sono recentemente stati replicati dai ricercatori Paul e Ryan Hunt nell’ambito del Martin Fleischmann Memorial Project, ripresi e trasmessi durante il telegiornale delle 20 dalla Lakeland Public Television del Minnesota (Usa).

Diverso approccio, quindi, quello di Celani, che non solo replica pubblicamente i suoi esperimenti, ma consente anche ad altri ricercatori di utilizzare i suoi dati ed eventualmente di modificare dettagli delle procedura, con un meccanismo open source. Quale dei due modi di procedere sia migliore non sta di certo a noi giudicarlo. Al futuro, speriamo prossimo, l’ardua sentenza.

Roberta De Carolis

Leggi anche:

- Fusione fredda, Rossi: l'E-cat di Piantelli non funziona. Ma cresce la preoccupazione per i report indipendenti

- Fusione fredda: sull'E-cat di Celani i primi test indipendenti

- Fusione fredda: National Instrument, Celani e Defkalion ad Austin per parlare di LENR

- Fusione fredda, l'E-Cat di Celani funziona: l'intervista esclusiva