Fusione fredda: Rossi promette immagini dell'E-cat

rossi bologna

E-cat. Sulla fusione fredda un nuovo annuncio di Andrea Rossi: “Le foto verranno pubblicate insieme alla relazione. L’inventore italiano si riferisce in particolare ai dispositivi che lavorano a 600°C, in risposta ad un lettore del suo blog che le aveva esplicitamente chieste. E nel frattempo un altro fan di E-cat ipotizza una serie di possibili applicazioni, sulle quali chiaramente Rossi concorda. Quello che ancora non è dato sapere, come sempre, sono i tempi con i quali tutto questo avverrà.

Di per sé pubblicare delle foto non sarebbe una prova che realmente E-cat è la soluzione energetica per il nostro pianeta, ma, come fa notare anche E-cat World, se fossero accompagnate da una convincente e dettagliata relazione, potrebbero costituire quello che da molto tempo si aspettano sia la comunità scientifica che i possibili utenti finali: una dimostrazione tecnica e inequivocabile. Ma i tempi sono ignoti, nello stile di Rossi, che più volte è caduto in contraddizione e si è smentito.

Per ora abbiamo solo immagini del dispositivo sigillato, che in linea di principio potrebbe contenere qualsiasi forma di sorgente energetica, pochi test, a porte chiuse e svolti unicamente accedendo l’apparecchio e misurando l’energia in uscita, e una spiegazione teorica purtroppo molto scarna, secondo la quale il misterioso catalizzatore indurrebbe il nucleo di idrogeno a fondersi con quello di nickel, liberando una quantità di energia che secondo l’inventore è circa sei volte quella di ingresso.

La prova regina dell’avvenuta reazione nucleare potrebbe essere l’emissione di raggi gamma, ma è stato detto che questi non vengono rivelati all’esterno perché efficacemente schermati o addirittura assenti, mentre altre volte che erano stati considerati perfettamente misurabili.

Attualmente manca dunque sia una spiegazione teorica convincente, sia una sufficiente riproducibilità, e, dal punto di vista pratico, sono finora assenti anche le dovute certificazioni che Rossi deve avere per mettere i suoi dispositivi sul mercato, l’unico vero banco di prova che dirà la verità, secondo l’inventore.

Pertanto le numerose applicazioni che Iggy Dalrymple, l’appassionato lettore del blog di Journal of Nuclear Physics, ha ipotizzato, che spaziano dalla normale alimentazione elettrica domestica e scolastica, a quella necessaria a far muovere i mezzi di trasporto, nonché la messa in funzione dei radar, dovranno attendere ancora. E chissà per quanto.

Roberta De Carolis

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