E-cat: sulla fusione fredda il ritorno di National Instruments

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E-Cat. Vecchia amica, poi smentita, di Andrea Rossi, la National Instrument, per bocca del direttore Stefano Concezzi, ha dichiarato di essere ancora a lavoro sulla fusione fredda. L’annuncio è stato dato durante il convegno organizzato dal deputato Domenico Scilipoti a Roma lo scorso 2 Luglio presso la sala della Mercede della Camera dei Deputati.

Dalle parole del direttore si evince la convinzione che la produzione di energia in eccesso da esperimenti di fusione fredda esista in tutto il mondo, anche se ancora necessita di una valida spiegazione teorica. Ma c’è di più: sembra proprio che la compagnia abbia effettuato la stessa presentazione di fronte alla Comunità Europea. Appena dieci giorni prima. Le intenzioni sono molto serie, dunque, e gli investimenti di tempo e denaro su questi progetti assolutamente concreti. Ma i vertici non sono intenzionati ad allearsi con Andrea Rossi. Perché?

Il mistero intorno a E-cat si fa sempre più fitto: ha tanti concorrenti ma nessun alleato. Anzi: aveva alleati che poi si sono ritirati, non solo la National Instrument, anche la Defkalion, che inizialmente voleva addirittura produrre gli E-cat dell’inventore italiano. A questi si aggiunge l’Università di Bologna, che ha preso le distanze dal progetto di Rossi ormai un anno fa.

Il progetto E-cat nel frattempo sembra andare avanti: dopo aver annunciato la brillante soluzione dei problemi riscontrati ad alte temperature, l’inventore ha dichiarato sul suo blog che i test di validazione a riguardo verranno effettuati direttamente dai clienti. È la prima volta che Andrea Rossi usa questa parola: “Clienti”. Ma chi essi realmente siano, naturalmente è ancora un mistero. In pieno stile Rossi.

Roberta De Carolis

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