Impianti fotovoltaici: in futuro saranno galleggianti

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Galleggiano in mezzo all’oceano ma non sono delle boe, catturano la luce del Sole ma non servono a favorire l’abbronzatura: sono gli impianti fotovoltaici galleggianti, che potrebbero sanare nel prossimo futuro la disperata richiesta di energia del nostro pianeta. L’apparecchiatura è stata sviluppata dalla compagnia australiana Sunergy of Australia ed il progetto, implementato su tutta la Terra, compresa l’India, e dal costo stimato di circa 1 milione di dollari (intorno agli 80 mila euro), è stato chiamato Liquid Solar Array.

L’idea consiste nell’installare un sistema di concentrazione di energia nel mezzo dell’oceano, costituito da una superficie di plastica leggera che funge da lente per convogliare i raggi solari, che arrivano in tal modo diretti su un fotodiodo posto nel fuoco principale. Il fatto di costruire i pannelli sull’acqua riduce inoltre il costo delle celle solari montate su strutture di sostegno fisso, spesso non molto economiche, e rende la struttura a prova di ciclone.

Quando il tempo atmosferico lo consente, l’energia solare arriva sul sistema e viene convertita ed incamerata sotto forma di energia elettromagnetica; quando invece il Sole non c’è, le cellule possono tuffarsi sotto l’acqua. Questo raffreddamento aumenterebbe la durata e l’efficienza delle celle e della lente.

La tecnologia funziona convertendo una fonte d’acqua come una diga in una batteria in grado di immagazzinare l’energia solare. Questa configurazione sarebbe un metodo migliore di gestire l’acqua e non richiede l’acquisto di grandi appezzamenti di terreno.

Il primo prototipo, realizzato con successo in India ad Agosto del 2011, ha spinto ad investire su questo scienziati di tutto il mondo, primi tra tutti, oltre agli indiani, francesi, israeliani e statunitensi. La ricerca attualmente si sta svolgendo proprio in India, grazie all’azienda Tata Power, in collaborazione con Sunenergy. Un impianto più grande, tuttavia, sarà installato nella metà del 2012 nella stessa Australia, da dove è partito il progetto iniziale.

Anche l’Italia sta sperimentando cose analoghe, come Ftcc, acronimo di Floating, Tracking, Cooling, Concentration, il primo impianto pilota in Italia per la produzione di energia dal Sole attraverso pannelli a concentrazione, galleggianti, mobili e raffreddati ad acqua. Inaugurato presso il laghetto di Colignola, nel Comune di San Giuliano Terme (Pisa), la tecnologia che ne è alla base è stata brevettata da Scienza Industria Tecnologia, società del Polo Tecnologico di Navacchio, in collaborazione con Koinè Multimedia di Pisa, e permette di ottenere anch’essa rilevanti vantaggi rispetto a impianti a terra.

L’apparecchiatura australiana dovrà comunque essere costruita con un impianto elettrico accoppiato, la cui efficienza intrinseca può limitare il guadagno finale di energia. Tuttavia, nonostante queste considerazioni, le autorità indiane credono fortemente che questa tecnologia possa ridare la luce a quel 70 per cento della popolazione del paese che ancora oggi vive al buio.

Roberta De Carolis

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