Maya: il loro campo da gioco indicava gli allineamenti delle galassie

maya campogioco

Nel complesso di Chichén Itza, gli antichi Maya assistevano agli equinozi e ai solstizi. Alcune strutture all'interno del complesso erano appositamente studiate per essere consideratele loro torri di guardia o i loro campi da gioco. Recentemente, gli archeologi hanno ricreato le basi delle strutture che esistevano lungo le mura della corte cerimoniale per determinare quale fosse realmente il loro scopo.

Ecco cosa hanno scoperto: il campo da gioco era utilizzato come indicatore del cosmo e alcune strettoie o feritoie nelle mura erano state studiate per lasciar filtrare la luce in occasione del solstizio d'inverno e un angolo durante l'equinozio.

Nel simbolismo del gioco della palla, il campo da gioco è stato associato con la Via Lattea e l'anello, ossia il posto dove spedire la palla per vincere, è stato associato al Grande Crepaccio o Black Road. 2.100 anni fa, il Sole al solstizio e la zona del Grande Crepaccio, cioè il centro della Via Lattea, erano separate da circa 30 gradi. Oggi, essi sono allineati per via della precessione degli equinozi. In altre parole, quel che rende sensazionale questo 2012 è il fatto che il Sole al solstizio e la Black Road saranno perfettamente sovrapposti.

Occorre quindi capire in che modo il gioco della palla riflette l'allineamento galattico. Dai paralleli simbolici, ampiamente accertati, tra l'astronomia e il gioco della palla, emergono con certezza alcuni elementi. Il cortile rappresenta la Via Lattea. La palla rappresenta la testa recisa del Sole al solstizio d'inverno. Il cerchio infisso nel muro rappresenta la nube di polvere interstellare al centro esatto della Via Lattea.

Il gioco della palla si può considerare l'evento centrale dell'allineamento galattico dell'era 2012, decifrato nel mito della creazione. Quando la palla entra nell'anello, un ciclo temporale giunge alla sua fine. In quel momento, ha fine anche la vecchia età del mondo dell'inganno e dell'illusione, sostituita da una coscienza rinnovata e più elevata attraverso la rinascita. Il complesso monumentale del cortile del gioco contiene un messaggio rivelatore di questo gioco misterico. Il messaggio del 2012 va quindi compreso alla luce dell'orientamento del cortile verso il punto occupato dal Sole al solstizio d'inverno.

L'archeologo José Huchim ed il suo team hanno confermato che il Sole, all'epoca dei Maya, risplendeva attraverso le fessure aperte in cima alle torri di guardia del complesso. Questo, inoltre, era utilizzato per osservare i maggior eventi astronomici che, per l'antica civiltà, costituivano anche motivo di pellegrinaggi religiosi. “ qui che stiamo cercando questo tipo di struttura”, riferisce Huchim, riferendosi alle strutture costruite in cima al cortile di gioco e che erano usate come platea per gli spettatori. Un tipo di costruzione rinvenuta anche in un altro sito, Uxmal.

Inoltre, l'archeologo ha affermato che, presto, le gradinate che conducono in cima al complesso di Chichen Itza verranno completamente restaurate al fine di permettere ai visitatori di assistere al fenomeno. “Il fatto che il levarsi del Sole possa essere osservato dietro la struttura potrebbe essere compreso in un altro senso, come una sorta di riverenza al Sole stesso o alla stella, non necessariamente come un osservatorio in senso tecnico”. Ad affermarlo è Francisco Estrada-Belli, archeologo della Boston University il quale, pur non avendo partecipato di fatto al progetto, ha una precisa teoria riguardo questi riferimenti solari. Per lo studioso, infatti, queste precise linee ricreati dai raggi solari erano “parte dell'architettura e della cosmologia Maya”.

Federica Vitale

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