Terra: 13mila anni fa subì una collisione extraterrestre

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Circa 13.000 anni fa la Terra potrebbe aver subito un impatto extraterrestre. Tale ipotesi, denominata Younger Dryas Boundary (YDB) e da tempo seguita dal mondo scientifico, avrebbe guadagnato un'altra prova a proprio favore. Un team internazionale di ricercatori ha scoperto del materiale che al momento della sua creazione, può essersi formato solo a temperature tra 1700 e 2200 gradi Celsius, probabilmente a seguito dell'impatto con la Terra.

Dopo aver analizzato il materiale trovato in un sottile strato di roccia sedimentaria in Pennsylvania, nella Carolina del Sud e in Siria, gli scienziati hanno avuto una nuova conferma su quella che a lungo è stata considerata al pari di una leggenda. L'ipotesi Younger Dryas Boundary, nota anche come ipotesi della cometa Clovis, teorizza che una grande esplosione in aria o l'impatto sulla Terra di un oggetto o di molti oggetti provenienti dallo spazio diedero inizio al cosiddetto periodo freddo Younger Dryas circa 12.900 anni fa.

Contemporaneamente o in un periodo di tempo di poco successivo ebbe luogo la grande estinzione della megafauna nordamericana, ossia dei mammut e dei bradipi giganti, e la scomparsa della cultura preistorica Clovis. La prova più importante, secondo gli esperti, è stata fornita dalla scoperta del quarzo fuso, un materiale che non ha origine cosmica, vulcanica e non è prodotto dall'uomo. "Il quarzo fuso a temperatura molto elevata appare identico a quello prodotto in eventi di impatti cosmici conosciuti, come il Meteor Crater in Arizona, e il campo di tectite australoasiatica," ha spiegato James Kennett, professore di scienze della Terra all'Università della California Santa Barbara negli Stati Uniti.

"Questi scienziati hanno identificato tre livelli contemporanei risalenti a oltre 12.000 anni fa, su 2 continenti che mostrano oggetti silicei simili alla scoria (SLO - scoria-like objects)," ha detto H. Richard Lane, direttore del programma della Division of Earth Sciences della National Science Foundation che ha finanziato la ricerca. "Gli SLO sono indicativi di esplosioni in aria/impatti cosmici ad alta energia, e ciò fornisce sostegno all'affermazione che questi eventi provocarono l'inizio del Younger Dryas. Quel tempo fu un importante punto di partenza nella storia biologica, umana e climatica."

Secondo i ricercatori, le prove materiali a favore di tale ipotesi riguardano quasi un terzo del pianeta, dalla California all'Europa occidentale fino al Medio Oriente. La scoperta amplia la diffusione delle prove fino in Germania e Siria, il sito più orientale finora identificato nell'emisfero settentrionale. I ricercatori devono ancora identificare il limite del campo di detriti dell'impatto.

Il fatto che tali resti siano stati trovati in località anche molto distanti tra loro, dall'America al Medio Oriente, gli scienziati hanno ipotizzato che "vi furono molto probabilmente 3 o più epicentri principali di impatto/esplosione in aria per l'evento del YDB, probabilmente causati da uno sciame di oggetti cosmici che erano frammenti o di un meteorite o di una cometa".

Ma lo studio ha dei risvolti ancor più interessanti. Il sito archeologico della Siria dove fu ritrovato il quarzo fuso, Abu Hureyra nella Valle dell'Eufrate, è uno dei pochi a registrare il passaggio da cacciatori-raccoglitori nomadi ad agricoltori-cacciatori che vivono in villaggi permanenti. "Archeologi e antropologi considerano questa area il luogo di nascita dell'agricoltura, che avvenne circa 12.900 anni fa," ha detto il professor Kennett.

La scoperta è stata pubblicata su Pnas.

Francesca Mancuso

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