Bolivia: il risveglio del supervulcano

Uturuncu

È stato chiarito il mistero sul massiccio dell’Uturuncu, il vulcano nel sud della Bolivia alto 6.000 metri ed il cui tetto sorge su una superficie dieci volte più grande del lago di Costanza. La sua particolarità però è un’altra: l’Uturuncu, nel tempo, si è sollevato.

Grazie alla radiazione elettromagnetica ottenuta da nuove immagini satellitari e a misurazioni del moto del suolo, alcuni ricercatori della Cornell University di Ithaca (USA) hanno effettuato una scoperta sensazionale: l’Uturuncu, in realtà, è un supervulcano, un gigante addormentato in grado di eruttare una quantità di materiale pari a 1.000 volte quella del Monte Sant’Elena (autore di una delle più grandi eruzioni del XX secolo) e 10.000 volte superiore a quella delle eruzioni islandesi del 2010, che paralizzarono il traffico aereo mondiale per settimane.

Il sollevamento del suolo era già stato osservato nei mesi scorsi, ma il motivo era ancora sconosciuto. Se un vulcano del genere eruttasse, ci sarebbe una distruzione totale nell’arco di centinaia di chilometri. Fino ad oggi l’Uturuncu è stato addormentato, tanto che l’età delle sue colate laviche rivelano che l’ultima eruzione risale a circa 300.000 anni fa; adesso però sono 20 anni che il gigante si muove di circa 1-2 cm l’anno, e sembra risvegliarsi. Ogni giorno si registrano delle deboli scosse, che arrivano ad oltre mille all’anno.

La dimensione e la longevità del sollevamento è senza precedenti. È circa 10 volte più veloce rispetto al tasso normale di crescita di una camera magmatica di grandi sistemi vulcanici”, ha spiegato Shanaka de Silva, un geologo della Oregon State University che ha studiato l’Uturuncu dal 2006. “Non possiamo prevedere cosa accadrà”, ha aggiunto Matthew Pritchard della Cornell University. “Altri supervulcani, che coinvolgono i Campi Flegrei o il Parco di Yellowstone, sono in movimento, anche se per il momento non destano preoccupazione. L’Uturuncu si è da poco risvegliato dal suo sonno millenario, ed il serbatoio di magma sotto al vulcano sta crescendo di circa 1 metro cubo al secondo, ma per una super eruzione potrebbe necessitare di un accumulo maggiore”.

Antonino Neri

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