Terremoti: il prossimo sarà davvero il 22 marzo?

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27 febbraio 2010. Un terremoto di magnitudo 8.8 colpisce il Cile alle 3:34 ora locale, provocando uno spostamento dell’asse terrestre di 3 pollici, giornate accorciate di 1,26 milionesimi di secondo e 451 vittime.

188 giorni dopo, il 3 settembre 2010 in Nuova Zelanda, 4:35 ora locale, un nuovo terremoto di magnitudo 7.1. Tre le vittime.

189 giorni dopo, 11 marzo 2011, Giappone, ore 14:45 ora locale, terremoto di magnitudo 9.0, con spostamento dell’asse terrestre di 7 pollici circa, spostamento delle coste di 4 metri verso Est, giorni più corti di 1.6 milionesimi di secondo. In quest'occasione il tristemente famoso tsunami si abbatte sulle coste, ed in particolare, come dimenticarlo, sulla centrale nucleare di Fukushima Daiichi, facendo saltare il sistema di raffreddamento con tutte le conseguenze che ancora oggi, e per diversi anni a venire dovremo affrontare. Oltre 30.000 le vittime.

188 giorni dopo, 15 settembre 2011, Isole Fiji, 7:30 ora locale, e un nuovo sisma di magnitudo 7.3 si abbatte sull'area, nessuna vittima.

Vi starete chiedendo qual è la data successiva? Da calendario, sarà il 22 marzo 2012. Ci sarà un altro megaterremoto? Qualcuno pensa di sì e prova a mettere in relazione ai terremoti più forti degli ultimi anni la presenza di un corpo celeste “extrasolare” in orbita di avvicinamento. Certo è che le coincidenze sono evidenti: ogni 188/9 giorni stando a quanto si evince dalle date, si scatena un terremoto violento, ogni 377 giorni si sposta l’asse terrestre.

Ecco perché si accorciano le giornate: immaginate un pattinatore mentre fa una piroetta: più porta le braccia vicino al petto più la velocità di rotazione aumenta. Lo stesso avviene quando è il pianeta a stringere le braccia al petto, e cioè quando una zolla si subduce (si “infila” al di sotto) ad un’altra la velocità di rotazione aumenta, accorciando di conseguenza la durata del giorno.

Ovviamente non c’è nessun riscontro nella vita quotidiana rispetto a variazioni di questa scala. Il terremoto di ieri verificatosi in Giappone potrebbe già aver scardinato questa velleitaria teoria. E ricordando quanto emerse alla cronaca sulla vicenda Bendandi viene da dubitare che possa trattarsi di un'ipotesi un po’ “spinta”. Certo è che la ridondanza cronologica è quanto meno inquietante. Non manca molto purtroppo, o per fortuna, al 22 di marzo e speriamo davvero che si tratti solo di coincidenze.

Andrea Pallini

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