Meteoriti in Marocco: provengono da Marte

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Era già accaduto in Kenya la scorsa estate. Una pioggia di meteoriti che aveva affascinato gli abitanti del villaggio prima, i ricercatori poi. La notizia fece il giro del mondo ed attirò l’attenzione dei media. Che, a quanto pare, trascurarono lo stesso evento verificatosi in Marocco. Sembrerebbe infatti che il fenomeno si sia verificato anche in terra marocchina, sempre d’estate. Era luglio. Una pioggia di sassi precipitati dal cielo. E tutto fu testimoniato dai video dei turisti che assistettero stupiti.

Quelle rocce sono state raccolte dal suolo soltanto un mese fa. E su di esse ha operato la International Society of Meteoritics and Planetary Science, un gruppo di oltre 950 scienziati che annovera al suo interno anche numerosi studiosi della Nasa. Dopo accurati studi ed analisi, solo oggi giunge la conferma che quei sassolini impazziti provenivano da Marte. Un evento non privo d’interesse e nemmeno troppo inconsueto. È stato assegnato loro persino un nome: Tissint. I frammenti di roccia raccolti hanno un peso complessivo di 6.8 chilogrammi. Il più grosso supera i 900 grammi.

Non è la prima volta che i ricercatori confermano che questa tipologia di sassi giunga da Marte. Anzi, si sostiene che “piogge” del genere si verifichino almeno ogni cinquant’anni. Il primo evento ebbe luogo in Francia nel 1815. Successivamente fu la volta dell’India nel 1865, dell’Egitto nel 1911 e in Nigeria nel 1962. Ma è stato l’Antartide a regalare alla scienza le rocce marziane più note. Quella sicuramente più celebre è ALH 84001, ritenuta depositaria di forme di vita aliena nel suo oltre un chilo di peso. Ipotesi che fu smentita a seguito di studi più approfonditi.

Quindi, come mai tante rocce marziane si troverebbero vagabondando nel cosmo? Gli astronomi ipotizzano che milioni di anni fa il pianeta rosso subì l’impatto contro qualcosa di molto grande. A seguito dello scontro, i frammenti furono scagliati in varie zone del Sistema Solare, alcune delle quali in collisione con la Terra.

I frammenti giunti oggi sul pianeta sono molto apprezzati dagli scienziati per il loro prolungato contatto con elementi terrestri. Questa scarsa purezza sarebbe fonte di molte risposte. Oggi la scienza dispone di conoscenze che anni fa non possedeva e le sonde in viaggio nell’universo informano gli astronomi di caratteristiche del suolo e dell’atmosfera dei pianeti sotto osservazione. Ecco perché è stato possibile decifrare la provenienza di Tissint.

Ad ogni modo, non è solo la scienza a beneficiarne. Come è noto, università, musei e collezionisti privati si contendono i frammenti spaziali di pregio. Ad esempio, alcuni pezzi di Tissint si aggirerebbero attorno ad un costo di 11 mila e, in alcuni casi, 25 mila dollari. Nettamente di più dell’oro. Tuttavia, pur di accaparrarsi un pezzo di Marte, i frammenti sono stati già tutti venduti.

Federica Vitale

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