Caso Roswell: forse sarà definitivamente archiviato

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Non si contano ormai più le parole spese sul mistero che avvolge 'il caso Roswell'. Considerevole il contributo che Hollywood ha apportato nel creare un'immagine a questo enigma ed un'atmosfera che ha affascinato e continua a farlo un pubblico variegato di cultura e di età. Se la sua esatta datazione rimane ancora incerta, collocandosi comunque fra il 2 ed il 4 di Luglio 1947, certi sono i luoghi, gli avvenimenti ed i protagonisti che li vissero in prima persona.

Ed è notizia di questi giorni l’inattesa certezza di poter archiviare il caso. Alcuni inediti documenti dell'FBI sono stati resi pubblici e la carta stampata di mezzo mondo ha commentato che, forse solo oggi e dopo ben 33 anni, sarebbe il caso di vederci più chiaro visto che da allora gli avvistamenti ormai sono innumerevoli e Roswell non farebbe più notizia. Ma a quanto pare le rivelazioni fatte in questi giorni, in realtà, sono state già divulgate e ampiamente commentate sia in Italia che altrove.

Così si racconta. Nel 1978 furono divulgate dall'FBI le interessanti pagine di un documento del 22 marzo 1950. La decisione fu obbligata. Poco prima era stata promulgata la Legge sulla Libertà di Informazione. Si legge in questi documenti: "Un investigatore dell'Air Force ha affermato che tre cosiddetti dischi volanti sono stati recuperati nel New Mexico. Essi sono stati descritti di forma circolare con la parte centrale in rilievo [...]. Ognuno era occupato da tre corpi di fattezze umane ma alti neanche un metro, vestiti con indumenti d'aspetto metallico [...]. Ogni corpo era fasciato in una maniera simile agli abiti schermati utilizzati dagli aviatori e i piloti".

Nel corso degli anni questo documento è passato di mano in mano, di commento in commento. Nel 1949, il giornalista Frank Scully, attraverso la sua rivista, dichiarò che il governo americano effettivamente aveva recuperato delle astronavi nel deserto del New Mexico e dell'Arizona. La stessa storia era circolata un anno prima, nel 1948, allorché fu recuperato un disco volante ancora una volta nel New Mexico. Una volta riusciti ad entrare all’interno dell’astronave, gli scienziati vi trovarono i corpi di sedici creature dalle fattezze simili a quelle umane. Si pensò provenissero da Venere poiché si riteneva che i venusiani avessero caratteristiche simili a quelle umane, fatta esclusione per la statura.

Si susseguirono altre vicende simili. In Arizona, cadde un altro disco dopo poco tempo; così come a Phoenix. I due eventi erano accomunati dal fatto di contenere al loro interno ancora sedici corpi. Fu di nuovo Scully a diffondere la notizia, nel 1950. In particolare, il giornalista si proponeva di chiarire il mistero che aleggiava intorno a questi episodi. Ma si dovette attendere il 1985 per un’analisi chiarificatrice ad opera di un certo William Moore. Il tema centrale del suo simposio, presso l’associazione ufologica americana MUFON, era l’accertare le cause della morte dei corpi ritrovati nel New Mexico e in Arizona. Tutte le argomentazioni sembravano ricondurre il decesso all’urto.

Il chiarimento non convinse i più che, nel corso degli anni, videro abbonire la propria sete di curiosità attraverso versioni dello stesso racconto che sbiadivano di bocca in bocca, di pagine in pagine. E Hollywood si interessò alla storia.

In un’intervista sul Chronicle del 1952, il giornalista Scully ed altri protagonisti della vicenda si fecero portavoce nello svelare il mistero. Pare infatti che, nel diffondere il racconto dei dischi volanti precipitati, non ci fosse un intento di commercializzazione del merchandising e dei film hollywoodiani, ma si volesse al contrario commercializzare uno strumento rivelatore di petrolio. Si trattava di un metallo che resisteva fino a 10 mila gradi, un comune pezzo di alluminio. Questo strumento fu spacciato per la straordinaria capacità di rilevare pozzi di petrolio e fu venduto per 800 mila dollari.

Ecco svelato l’enigma intorno ai misteriosi dischi volanti precipitati in più parti del continente americano. La leggenda, quella di Roswell, tuttavia è rimasta. E continua ad affascinare, alimentando continue domande. Soprattutto quando spuntano nuove immagini o video di autopsie su strani umanoidi che destano una certa perplessità.

Che sia anche questa una geniale realtà dei fatti?

Federica Vitale

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