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Sporchi, sporchi, sporchi. Sono i nostri amati cellulari e smartphone, che secondo uno studio britannico sarebbero ricchi di batteri fecali, trasmessi dalle mani, non sempre deterse a sufficienza. E che i cellulare non facesse bene alla salute, lo abbiamo detto tante volte, ma di solito si pensa a quella del cervello. Chi avrebbe mai detto che è veicolo di infezioni e di germi, tra cui il famigerato Escherichia Coli, il batterio che per mesi ha fatto tremare l'Europa?

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Imparare dormendo? Perché no. È un’ipotesi tenuta in considerazione da sempre. Ma un recente studio ha effettivamente dimostrato che quando dormiamo il processo di elaborazione di informazioni non solo non si arresta, ma lavora in modo del tutto diverso che nello stato di veglia.

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Tra gli indovinelli più noti, per saggiare arguzia e logica, il seguente: un uomo viene trovato morto, nel suo letto. Sognava di trovarsi al tempo della rivoluzione francese, nei panni di un condannato alla ghigliottina. Un passo dopo l’altro, in mezzo alla folla, si avvicina il patibolo. La tensione cresce, ogni momento di più. L’uomo aveva già avuto problemi cardiaci: probabilmente, il cuore non ha retto.

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Un’intensa dose di attività fisica allunga la vita? Niente affatto. Anzi, è vero il contrario: un bel letargo è un toccasana per posticipare l’invecchiamento. Secondo uno studio pubblicato lo scorso mercoledì dal British Royal Society nel giornale ‘Biology Letters, i mammiferi che si concedono brevi periodi di letargo vivono più a lungo, poiché nella fase di torpore i cromosomi legati all’invecchiamento vengono ibernati o addirittura regrediscono.

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Se avete sempre pensato che la pigrizia fosse in linea di massima frutto di una volontà non troppo ferrea, è arrivato il momento di riconsiderare la vostra posizione. Un recente studio attribuisce infatti ai geni il compito di etichettare chi è attivo e chi invece allo sport preferisce il divano.

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Quante volte abbiamo provato una sensazione prima ancora di sentirla a livello tattile? Ciò avviene perché il nostro cervello, mentre noi osserviamo un oggetto, vi ricollega contemporaneamente il modo in cui quest'ultimo risponde al tatto.

Ester

Si chiama Ester ma è giò diventata tristemente famosa come la donna che vive in auto. Il suo non è esibizionismo né una scelta di vita, ma una costrizione legata alla rara malattia che a circa 30 anni l'ha colpita: la Sensibilità Chimica Multipla. Ester non può entrare a contatto con odori e sostanze chimiche. L'unico posto in cui riesce a sopravvivere è la sua auto, dentro la quale si svolge la sua vita.

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