È morto l'uomo piu' vecchio del mondo: aveva 111 anni

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Aveva 111 anni, il dottor Alexander Imich di New York City, ed era l'uomo più vecchio del mondo, riconosciuto dal Guinness World Records, ma scomparso di recente. A detenere il record per le donne è invece Misao Okawa, di Osaka, in Giappone, che ha 116 anni ed è nata il 5 marzo del 1898.

Secondo quanto documentato dal Guinness World Records, la persona che sia vissuta più a lungo nella storia di cui si ha notizia è morta all'età di 122 anni e 164 giorni: si chiamava Louise Calment, francese, nacque il 21 febbraio del 1875 e morì in una casa di riposo ad Arles, in Francia, il 4 agosto del 1997.

Il dottor Imich, parapsicologo e chimico in pensione, attribuisce la sua longevità a fattori genetici e ad uno stile di vita salutare. Nacque nell'attuale Częstochowa, in Polonia, che era allora parte dell'Impero Russo, il 4 febbraio del 1903. Insieme alla moglie, Wela, emigrò negli Stati Uniti nel 1953, dove la moglie morì nel 1986; da allora, Imich è vissuto da solo a Manhattan. Il suo motto, come ha confessato ricevendo il riconoscimento del record raggiunto per la sua longevità, è che uno "dovrebbe sempre cercare di raggiungere ciò che ama e di cui è appassionato".

Robert Young, consulente in Gerontologia del Guinness World Records, ha dichiarato che Imich è contemporaneamente il più vecchio veterano di guerra vivente e il primo uomo più vecchio del mondo ad aver conseguito un dottorato di ricerca. Prima di lui, il recordo era di Arturo Licata, un italiano, deceduto lo scorso 24 aprile all'età di 111 anni e 357 giorni.

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Davanti a questi numeri, ad uomini che necessitano di tre cifre per scrivere la loro età, viene spontaneo domandarsi quale sia il segreto per vivere tanto a lungo. Sembra che a giocare un ruolo determinante sia proprio ciò di cui ha parlato Imich e cioè la combinazione di fattori genetici e di uno stile di vita salutare. In uno studio reso noto nel 2010 sul Journal of Science, i ricercatori hanno individuato 150 marcatori genetici che con una percentuale del 77% possono predire se una persona sia in grado di arrivare a 90 anni e di superarli.

Anche un altro studio pubblicato nel 2011 ha puntato su fattori genetici, poiché i partecipanti alla ricerca, tutte persone 95enni o addirittura più anziane, non avevano avuto uno stile di vita molto più virtuoso rispetto allo standard medio del resto della popolazione. Un'altra ricerca del 2012 ha evidenziato invece la grande influenza delle abitudini di vita, soprattutto nel campo delle scelte alimentari: gli studiosi hanno infatti sottolineato come i paesi situati nelle zone montuose della Sicilia, nei quali si segue la tipica dieta mediteranea, particolarmente ricca di frutta e verdura e povera invece di carne rossa e carboidrati raffinati, siano popolate da un numero significativo di centenari.

Se dunque in buona parte è una questione di geni, sui quali non possiamo influire, la longevità sembra anche legata allo stile di vita che adottiamo ogni giorno. A noi la scelta.

Francesca Di Giorgio

Foto: livescience

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