Il cervello percepisce i cambiamenti fino a 15 secondi prima

cervello empatia

Ciò che il nostro cervello percepisce e ricorda è ciò che ha appena visto. Basta un improvviso cambiamento tra le scene di un film per non avere la visione precisa delle quantità. Anche la nostra mente non è poi così infallibile e perfetta. Piccoli cambiamenti repentini infatti non sono “registrati” dal cervello, che finisce per richiamare i precedenti.

I nostri meccanismi percettivi riescono a renderci coscienti del presente facendo una sorta di media di quello che abbiamo appreso negli ultimi 15 secondi.

A scoprirlo un nuovo studio condotto dai ricercatori dell'Università di Firenze e dell'Istituto di neuroscienze del Cnr di Pisa. Gli scienziati citano esempi chiari: “Chi si è accorto che la maglietta di Harry Potter, nel film 'L’Ordine della Fenice' cambiava da girocollo a scollatura in una frazione di secondo? E chi ha notato che il croissant di Julia Roberts si trasforma in una frittella nel film 'Pretty Woman'?

Non ve ne siete resi conto? Nulla di preoccupante, anzi tutto assolutamente normale. Esistono infatti dei meccanismi cerebrali che ci rendono “ciechi” ai piccoli e rapidi cambiamenti, sia nei film che nella vita reale.

Perché ciò accade? La risposta sta nel fatto che il nostro sistema visivo unisce di continuo le informazioni del presente con quelle del passato immediato per questo un cambiamento repentino passa praticamente inosservato.

La ragione che sottende questo comportamento è che gli apparati sensoriali non sono perfetti bensì contengono, come tutti i sistemi di comunicazione, fluttuazioni casuali e ‘rumore di fondo’. Queste fluttuazioni, se registrate, potrebbero essere interpretate come veri e propri cambiamenti nel mondo esterno. Per questo motivo il sistema visivo cerca continuamente di mettere insieme gli stimoli che sono simili tra di loro e di costruirne una sorta di media,ha detto il coautore Marco Cicchini dell’In-Cnr.

Secondo gli esperti, non sarebbe un errore ma questi meccanismi hanno il compito di armonizzare la percezione del mondo che altrimenti apparirebbe discontinua.A differenza che nei film, l’ambiente che ci circonda è sostanzialmente stabile, con pochi cambiamenti improvvisi. Il cervello sembra aver imparato che le cose non cambiano improvvisamente e, se un'informazione attuale non è completamente affidabile, ci si può basare su quello che si è visto prima,” ha spiegato David Burr, professore della facoltà di psicologia all’Università di Firenze e coautore dello studio.

In sostanza, il nostro sistema della percezione sacrifica l'accuratezza della singola informazione per garantirne sia una maggiore continuità che una maggiore stabilità. “Nel mondo reale, un cornetto non diventa una frittella in una frazione di secondo, quindi il campo di continuità percettiva stabilizza ciò che vediamo nel corso del tempo, portando a una più prevedibile sensazione stabile del mondo”, spiegano i ricercatori.

La ricerca è stata pubblicata su Pnas

Francesca Mancuso

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