Per il cervello le equazioni sono belle come le opere d'arte

arte matematica

L'arte e le formule matematiche hanno qualcosa in comune. I matematici dello University College di Londra sono stati recentemente impegnati nella dimostrazione di alcune equazioni grazie ad uno scanner cerebrale. Ed è stato dimostrato che gli stessi centri cerebrali emozionali utilizzati per apprezzare l'arte venivano attivati dalla matematica, suggerendo in questo modo che ci può essere una base neurobiologica della bellezza.

Uno dei ricercatori, il professor Semir Zeki, spiega che "un gran numero di aree del cervello sono coinvolte durante la visualizzazione delle equazioni ma, quando si osserva una formula che si valuta come bella, si attiva nel cervello la parte emozionale, ossia corteccia orbito-frontale mediale in modo simile a quando si guarda un grande dipinto o si ascolta un brano musicale". Più bella è valutata la formula, maggiore è l'ondata di attività rilevata durante le scansioni.

Per lo studio, sono stati reclutati 16 uomini e donne, di età compresa tra i 22 e 32 anni. I matematici sono stati invitati a rivedere 60 formule matematiche e classificarle secondo una scala che andava da meno di 5 (pessimo) a 5 (buono). Due settimane più tardi, si sono rivalutate le equazioni allo scanner. Grazie a questo, sono state mostrate le attività neurologiche e misurare i cambiamenti nel flusso sanguigno all'interno del cervello. Le scansioni hanno mostrato che il piacere per le belle formule era correlato all'attività della corteccia orbito-frontale mediale, una regione nella parte anteriore del cervello. Dunque, l'apprezzamendo dell'arte o della musica è correlato all'attività in quella stessa regione.

"Per molti di noi, le formule matematiche appaiono ostiche ed inaccessibili, ma ad un matematico appaiono in grado di incarnare la quintessenza della bellezza”, chiarisce ancora Zeki. "La bellezza di una formula può derivare dalla semplicità, dalla simmetria, dall'eleganza o dall'espressione di una verità immutabile". Per un occhio inesperto, al contrario, non ci può essere tanta bellezza nell'identità di Eulero, ad esempio.

Inoltre, tale bellezza è una fonte di ispirazione e “dà l'entusiasmo nello scoprire le cose". In questo modo, seguendo questa logica, ciò che rende la teoria della relatività accettabile per i fisici, a dispetto del suo andare contro il principio della semplicità, è la sua grande bellezza matematica. Questa è una qualità che non può essere definita, non più di quanto può esserlo la bellezza dell'arte.

Insomma, per i matematici e i fisici, è assolutamente possibile rilevare la bellezza anche nella matematica. Chissà se gli studenti saranno mai d'accordo.

Lo studio è apparso sulla rivista Frontiers.

Federica Vitale

Leggi anche:

- Matematica: le piante sono più brave dell'uomo

- Matrimonio duraturo? A predirlo ci prova una formula matematica

Cerca

Noi raccomandiamo Buono ed Economico