I sogni possono essere spiati da un computer

sogni spiati

Attenzione a quello che sogniamo, perché i computer sono adesso in grado di prevedere ciò che accade nella nostra mente nel sonno sulla base dell'attività delle onde cerebrali. Una nuova ricerca realizzata presso la Brown University è riuscita così a scavare a fondo nel nostro inconscio, nel tentativo di svelarne i più intimi segreti.

Non è la prima volta che la scienza tenta di spiare i sogni. Lo scorso anno, i ricercatori di Kyoto sono riusciti a capire come prevederne il contenuto, mentre il team del Max Planck Institute of Psychiatry di Monaco ha studiato i 'sogni lucidi' ossia quelli in cui abbiamo la consapevolezza di sognare, riuscendo a spiarli attraverso una semplice risonanza magnetica.

Adesso, Masako Tamaki, neuroscienziato della Brown University, ha utilizzato un modello computerizzato. Misurando l'attività cerebrale delle persone nei momenti di veglia, i ricercatori sono stati in grado di individuare alcune immagini durante un sogno - ad esempio le chiavi o un letto - mentre il sognatore dormiva.

Il motivo esatto per cui si sogna è un mistero. Se da una parte per il fondatore della psicoanalisi Sigmund Freud il sogno è l'appagamento del desiderio, dall'altro c'è chi crede che sia un sottoprodotto irrilevante del ciclo del sonno. E ancora un'altra teoria sostiene che i sogni permettano alla mente di continuare a lavorare sulle questioni affrontate durante il giorno. Ma per la maggior parte di noi i sogni hanno un significato, qualunque esso sia.

Allora perché non provare a leggerlo? Tamaki e i suoi colleghi hanno monitorato l'attività cerebrale di tre persone con la risonanza magnetica funzionale (fMRI) mentre dormivano. I ricercatori hanno svegliato i tre volontari a intervalli di pochi minuti per far sì che essi potessero descrivere i loro sogni. In totale, hanno raccolto in questo modo circa 200 immagini visive. Successivamente, hanno legato il contenuto del sogno che i partecipanti avevano descritto nei loro momenti di veglia a modelli specifici dell'attività cerebrale legandolo al flusso sanguigno nelle scansioni fMRI e creando poi un modello al computer basato su quelle “firme”.

Quest'ultimo ha infine analizzato i sogni di ogni persona. Con risultati inattesi. Il modello è stato in grado infatti di individuare il momento in cui ogni persona aveva sognato specifici oggetti in base all'attività cerebrale registrata durante i momenti in cui i volontari erano svegli. “Siamo rimasti stupiti”, ha commentato Tamaki.

Non sappiamo quasi nulla sulla funzione del sogno”, ha detto Tamaki. “Con questo metodo, potremmo essere in grado di saperne di più”.

Ma siamo davvero sicuri di voler scoprire in anticipo cosa sogneremo?

Francesca Mancuso

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