Cosa succede al nostro cervello quando ricordiamo ?

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Come funziona la memoria? Cosa succede nel nostro cervello quando ricordiamo? A fornirci alciune risposte sui misteri insondabili della nostra mente ci ha pensato un team di ricercatori della California University di Los Angeles, guidato da Martin Kelsey. Gli studiosi, lo scorso anno, osservando alcune lumachine di mare, animaletti dotati di un sistema nervoso molto semplice, hanno notato che i ricordi corrispondono a nuove proteine che affiancano le sinapsi nel cervello. Ne deriva che la formazione dei ricordi implica il rafforzamento delle connessioni sinaptiche tra le cellule nervose.

Gli studiosi, inoltre, ci mettono al corrente di altre notizie. Ad esempio, i ricordi a breve termine si trovano nella parte più profonda del nostro cevrello, l'ippocampo, che si trova tra i due emisferi cerebrali. Chi l'avrebbe mai detto che le informazioni più recenti si trovano nelle più oscure profondità della nostra testa?

Ma le curiosità non finiscono qui. Un altro studio, condotto su alcuni topi nel 2008 da Courtney Miller e David Sweatt presso l'Alabama University a Tuscaloosa, ha dimostrato che nei piccoli roditori, durante la prima ora dopo un evento memorabile si erano verificati dei cambiamenti chimici al DNA dei neuroni dell'ippocampo, alterando le proteine prodotte. La settimana successiva, tali cambiamenti hanno riguardato la corteccia cerebrale. In sostanza, i ricordi a breve termine si erano trasformati in ricordi a lungo termine ed erano stati "trasferiti" dall'ippocampo alla corteccia.

Un'altra ricerca, svolta lo scorso anno all'Hospital for Sick Children di Toronto, pare aver dimostrato che il cervello presta maggiore attenzione alle cose che ci spaventano, forse cercando di ricordare le situazioni di pericolo, che potrebbero segnare il confine tra la vita e la morte. Semplice sopravvivenza, dunque. Deputata a tale compito sarebbe l'amigdala, una ghiandola che si trova accanto all'ippocampo. Gli studiosi, seguiti da Sheena Josselyn, osservando alcuni topi a seguito di un rumore spaventoso, hanno rilevato che per cancellare questo terribile ricordo dalla loro mente, sarebbe stato necessario eliminare le sinapsi dei neuroni dell'amigdala.

Tutte queste ricerche, o almeno la maggior parte di esse, riguardano la natura del cervello animale. La nostra mente resta dunque un mistero. Forse non è una cattiva notizia. Chissà se, prima o poi, qualcuno riuscirà a leggere il nostro pensiero o peggio potrà condizionarlo direttamente.

Francesca Mancuso

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