Si va verso la lettura del pensiero

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Forse siamo ancora lontani dall’avere una macchina che legge nel pensiero, ma i ricercatori del Wellcome Trust Center for Neuroimaging (University College, Londra) sono riusciti a guardare in una zona del cervello prevedendo le sue attività in un certo momento. I risultati, pubblicati su Current Biology, sono stati ottenuti mediante un apparecchio chiamato Brain Scanner, in grado di registrare l’attività cerebrale attraverso la misura dell’afflusso sanguigno al cervello.

I ricercatori hanno mostrato a 10 volontari 3 brevi filmati nei quali venivano rappresentate scene di vita quotidiana e hanno chiesto loro di richiamarne uno alla memoria sotto lo scanner. “Lo strumento è stato in grado di prevedere quali filmati i volontari stavano ricordando in quel momento, molto meglio di quanto noi stessi ci aspettassimo”, ha affermato Martin Chadwick, autore principale dello studio.

Sebbene diverse aree del cervello siano interessate dal processo della memoria, il lavoro è stato condotto concentrandosi sulla parte che si ritiene maggiormente coinvolta nella memoria episodica e che contiene l’ippocampo.

“Ora che stiamo avendo una visione più chiara di come i nostri ricordi vengono immagazzinati, speriamo di poter comprendere anche come questi siano attaccati da fattori esterni, come l’età e i traumi”, ha dichiarato Eleanor Maguire, coordinatrice dello studio.

Roberta De Carolis

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