Le espressioni del volto non sono universali

espressioni volto

Se state provando felicità, paura, sorpresa o rabbia, sappiate che un giapponese o un americano, o qualsiasi altro essere umano di diversa razza, potrebbero esternare lo stesso sentimento in modo sostanzialmente diverso. Pare, infatti, che le espressioni del volto non siano così comuni come ci si aspetterebbe, ma variano a seconda della propria cultura.

Questa tesi metterebbe in discussione l'origine innata delle emozioni sostenuta dal padre dell'evoluzionismo, Charles Darwin, nel 1872. Secondo la teoria dell'evoluzione, le espressioni dei stati emotivi considerati fondamentali (tristezza, rabbia, disgusto, paura, sorpresa, felicità) sono universali e comuni a tutti gli esseri umani, soprattutto nella mimica facciale. Inoltre, rappresenterebbero una funzione biologica adattativa. Sulla questione dell'universalità espressiva, tuttavia, non c'è mai stata unanimità assoluta.

Un nuovo studio è stato proposto da un gruppo di ricerca internazionale guidato dall'Università di Glasgow e reperibile sulla rivista americana dell'Accademia delle Scienze. Rachael E. Jack e colleghi hanno messo discussione l'assunto dell'universalità dopo averne verificato gli aspetti con l'ausilio di una piattaforma progettata per combinare le grammatiche generati per di Noam Chomsky con la percezione visuale. Spiega Rachael Jack: "Se le espressioni di paura e disgusto originariamente servivano da adattamento per i primi esseri umani, le espressioni facciali si sono evolute e diversificate per servire al ruolo primario della comunicazione dell'emozione durante l'interazione sociale". E continua: "I nostri dati sottolineano la forte influenza della cultura nel plasmare i comportamenti basici se considerati a livello biologico".

Il modo di esprimere le emozioni, dunque, sarebbe condizionato dalla cultura e si basa su alcuni esperimenti effettuati su un campione di 30 persone di varia provenienza geografica e sociale. Ogni individuo è stato sottoposto ad una serie di 4.800 animazioni facciali delle sei emozioni di base alla quale rispondere a seconda dell'interpretazione e categorizzazione dell'intensità emotiva. Le espressioni del viso sono state in seguito ricostruite in grafica 3D. I risultati hanno così evidenziato delle rilevanti differenze tra i gruppi sia nel riconoscimento sia nell'elaborazione mentale di alcune di tali espressioni, accentuando in questo modo la netta influenza della propria cultura.

In particolare, mentre gli occidentali rappresentano le sei emozioni di base con un distinto insieme di movimenti facciali comuni al proprio gruppo, al contrario gli orientali non fanno altrettanto. Questi ultimi, infatti, mostrano una minore distinzione e una sovrapposizione tra diverse categorie, come la sorpresa e la paura, il disgusto e la rabbia. Infine, sempre gli orientali esprimerebbero la propria emotività con dei particolari movimenti oculari.

Sarebbero quindi proprio questi i risultati delle ricerche che confuterebbero l'ipotesi dell'universalità, deponendo a favore dell'influenza della cultura nel plasmare le espressioni del viso.

E voi, come esprimete la gioia o la rabbia?

Federica Vitale

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