Gli uomini e le donne giocano a calcio in modo diverso

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Gli arbitri si stancano di meno, gli spettatori seguono meglio, ci sono meno falli e quelli segnalati non sono quasi mai inscenati: questi sono solo alcuni dei dati rilevati da osservazioni e veri e propri monitoraggi scientifici sul calcio giocato dalle donne, molto meno seguito e famoso di quello maschile, ma arrivato ormai a 20 anni di storia professionistica (nel 1991 i primi campionati mondiali).

Dopo la prima Coppa del Mondo di calcio femminile del 1991, gli arbitri, che erano abituati al calcio maschile, hanno affermato di sentirsi meno stanchi dopo una partita giocata dalle donne –riferisce Anson Dorrance, allenatore di una squadra femminile di calcio presso l’Università del North Carolina (Usa), la Chapel Hill- Io ho pensato fosse una dichiarazione meravigliosa nei confronti del modo di giocare delle donne”.

In ogni momento un calciatore è colpito, ci sono cadute, strattonature di varie parti del corpo, tentativi di imbrogliare l’arbitro con finti falli per ottenere un cartellino giallo o altre penalità per gli avversari – ha aggiunto Dorrance - Le calciatrici giocano invece con una maggiore etica e senso del rispetto”.

Vista la normalità con la quale ormai sono visti i falli simulati (nonostante per questi sia prevista dal regolamento penalità e ammonizione), Daryl Rosenbaum, medico dello sport che lavora sia con la federazione calcio statunitense sia con il programma di calcio della Wake Forest University (Winston-Salem, North Carolina, Usa), ha effettuato uno studio di diverse partite di calcio, maschili e femminili, analizzando in particolare gli infortuni, veri o presunti, verificatisi durante il gioco, ottenendo risultati palesi e schiaccianti.

Lo studio, pubblicato su International Journal of Sports Medicine, ha mostrato infatti come, a parità di numero di partite osservate, in quelle femminili si registra un numero di infortuni gravi (definiti come fuoriuscite evidenti di sangue o ritiri dal gioco) pari a circa la metà di quelli in partite di calcio maschili, indicando una maggiore aggressività e scorrettezza degli uomini rispetto alle donne.

Inoltre – studio questo riportato su Research in Sports Medicine - a fronte di un numero di infortuni significativamente inferiore, quelli delle donne sono molto più reali, registrando una percentuale di ritiri dal gioco nettamente superiore rispetto a quelli effettivamente avvenuti tra i tanti falli fischiati dagli arbitri nelle partite maschili.

Per quanto riguarda invece la dinamica del gioco, quello femminile appare più lento e per questo più facile da seguire. Questo è giustificabile con osservazioni di tipo medico-scientifico, come afferma Andrew Lovering, fisiopatologo dell’apparato respiratorio presso l’Università di Oregon (Eugene, Oregon, Usa): le donne infatti sono generalmente più piccole di statura e di massa muscolare e possiedono polmoni di capacità inferiore rispetto agli uomini.Questo impedisce loro di avere i ritmi di gioco dei colleghi maschi e questo si riflette in una maggiore lentezza (che in alcuni casi si tramuta in maggiore tattica) a parità di durata delle partite, che anche per quelle femminili è di 90 minuti suddivisi in due tempi.

In effetti queste osservazioni dovrebbero far appassionare i puristi del gioco del calcio più alla versione femminile che a quella maschile, ma forse di puristi nel mondo c’è una percentuale ancora esigua.

Roberta De Carolis

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