Kuiper Belt: una regione di corpi ghiacciati oltre il sistema solare

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Se si immagina di dare un limite all'universo, spesso, si rischia di scivolare in una vertigine. Ora, se si vuol parlare di limiti del sistema solare, è il caso di dire che questo non termina con i pianeti. Oltre l'orbita di Nettuno, il pianeta più estremo del sistema solare (orbita attorno al Sole alla distanza di 30 AU (dove un AU sta per la distanza tra la Terra dal Sole), pare si trovi la Kuiper Belt: una regione di innumerevoli piccoli corpi di ghiaccio, che si estende per 130 AU.

Sebbene molto simile nelle caratteristiche alle cinture presenti attorno all'asteroide tra Marte e Giove, poichè formato di piccoli oggetti, i suoi corpi hanno la caratteristica di essere totalmete ghiacciati e, quindi, non rocciosi. Questa zona oltre i limiti della nostra immaginazione porta il nome di Gerard Kuiper, uno degli astronomi che ne ipotizzò l'esistenza negli anni '50, nel tentativo di spiegare la presenza di una particolare classe di comete che lui sostenne fossero dei corpi rimanenti del primitivo sistema solare.

Oggi sono noti circa 1000 Kuiper Belt Objects (KBOs) e si stima che ce ne possano essere decine di migliaia, di forme e grandezze che variano dal metro ai centinaia di chilometri. Inoltre, almeno quattro piccoli pianeti orbitano in questa regione: Plutone, Eris, Haumena e Makemake. Studiare e identificare i KBOs è estremamente difficile a causa delle loro piccole dimensioni e per il fatto che non riflettono molta luce.

Il progetto TAOS (Taiwanese American Occultatio Survey) è stato ideato proprio a questo scopo: identificare e localizzare i KBOs, monitorando un vasto spazio di stelle. Questo perché quando uno di questi corpi passa attraverso una stella e la Terra, esso interrompe il flusso di luce della stella.

Un team di astronomi ha già pubblicato i risultati di queste osservazioni, anche se con scarsi traguardi visto che nessuno dei KBOs è stato identificato. Tuttavia, ciò permetterà di raffinare il progetto. Infatti, i ricercatori già sostengono come tali corpi siano strutturalmente molto fragili, e quanto il moto orbitante di Nettuno giochi un ruolo determinante nella formazione della Kuiper Belt.

Federica Vitale

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