Asteroidi: gli strati di ghiaccio su Themis 24

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Per la prima volta gli astronomi sono riusciti a identificare delle componenti organiche presenti su di un asteroide. Questa scoperta ha un'importanza cruciale, perché sostituisce la teoria secondo la quale le comete e gli asteroidi che, circa quattro miliardi di anni fa si scontrarono con la Terra, "contaminarono" il pianeta con molecole di acqua e di carbonio, entrambi fondamentali per qualsiasi forma di vita.

In due lavori separati, due team di scienziati hanno utilizzato l'Infrared Telescope Facility posizionato alle Hawaii, scoprendo così che 24 Themis, che orbita il Sole tra Marte e Giove, è letteralmente coperto di un sottile strato di ghiaccio.

I due studi, pubblicati sulla rivista Nature, rimetterebbero in discussione quanto si era sempre sostenuto con una certa sicurezza, ossia che alcune rocce provenienti dallo spazio avessero bombardato il nostro pianeta subito dopo la formazione del sistema solare e che proprio esse contenessero acqua ghiacciata.

Rimane ancora un mistero da risolvere: quanto può resistere l'acqua ghiacciata su di un asteroide abbastanza caldo ?

Secondo quanto sostengono i ricercatori, ciò sarebbe possibile solo se lo strato di ghiaccio venga continuamente sostituito da altro materiale acqueo, rilasciato dal ghiaccio proveniente dalle profondità dell'asteroide. In altre parole, 24 Themis, con i suoi 200 chilometri di diametro, quasi certamente custodirebbe acqua al suo interno.

Occorre però fare un'opportuna distinzione tra asteroidi e comete. I primi sono troppo vicini al Sole per contenere acqua; i secondi sono composti dello stesso materiale, mischiato a ghiaccio e polveri. Le comete, inoltre, si contraddistinguono per loro caratteristica "coda", la quale si forma quando il ghiaccio si scioglie nella fase di orbita più vicina al Sole.

Andrew Rivkin, autore di uno degli studi e ricercatore presso la John Hopkins University, afferma: "In passato si era sempre sostenuto che solo le comete avessero portato acqua sulla Terra. Ora è proprio il caso di affermare che anche gli impatti degli asteroidi potrebbero aver portato un quantitativo significativo di acqua, specialmente se ognuno di essi contiene tra il 20 e il 30% di acqua."

Secondo un altro studio, i ricercatori, guidati da Humberto Campins della University of Central Florida, sono giunti alla stessa conclusione ma usando una tecnica diversa. In quella precedente, infatti, 24 Themis era stato osservato dal 2002 al 2008, analizzandone le lunghezze d'onda riflesse dalla luce del Sole, in modo da determinare la composizione della sua superficie.

"Sapendo che Themis ruota una volta ogni 8 ore e 37 minuti, si sono cronometrati gli spostamenti grazie alle osservazioni fatte, in modo da ottenere un ampio spettro dell'asteroide per ognuno dei quattro punti della sua rotazione, creando così una mappatura della sua superficie". A spiegarlo è Henry Hsieh, astrofisico alla Queen's University di Belfast.

Così facendo, non solo si è scoperto che sull'asteroide era presente del ghiaccio, ma che esso è anche distribuito sull'intera superficie.

Si può dunque concludere con quanto sostiene Rivkin: le molecole di acqua e di carbonio sono presenti sull'asteroide, ma altri fattori hanno decisamente scoraggiato le nuove forme di vita a svilupparsi.

Federica Vitale

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