Come il corpo crea il pensiero

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Recentemente si è affermata la teoria per cui il nostro corpo e le sue attività, anche insignificanti, influiscono sul nostro pensiero.

Le capacità cognitive sono condizionate dalle dimensioni fisiche e soprattutto dal complesso delle esperienze corporee e fisico-percettive. La mente deriva e si forma da un corpo che interagisce con l’ambiente. È considerata embodied, “incarnata”. Questo è l’approccio della linguistica cognitiva, diversa dal cognitivismo classico, secondo cui i sistemi della mente sono indipendenti dal corpo e i processi cognitivi sono solo dei meccanismi sintattici.

Avete mai pensato come riusciamo a capire i significati più profondi di un testo, di uno stato d’animo o di una situazione? Il linguista George Lakoff e il filosofo Mark Johnson sostengono che tutto può essere ricondotto alla metafora.

Teoria della metafora

La metafora è un processo cognitivo inevitabile, usato nella vita di tutti i giorni da chiunque. È un meccanismo che permette, grazie a un dominio concettuale concreto (dominio di partenza) di interpretare o comporre concetti più astratti (dominio di arrivo). La capacità di formulare e comprendere quante più metafore è un meccanismo che ci rende conto della nostra conoscenza del mondo, che è fatta di esperienze. Per esempio, il concetto di conoscenza è spesso rappresentato in termini visivi: “non vedo soluzione”. In questo caso la rappresentazione mentale e l’espressione linguistica di un concetto si basano su un’idea che deriva dall’esperienza senso-motoria e dal suo ruolo nella vita. Infatti, la vista è la principale fonte d’informazione sul mondo esterno.

Esperimenti

Tobias Loetscher, dell’Università di Melbourne (Australia), ha chiesto a 12 destri di generare una serie di quaranta numeri, tra l’1 e il 30, in sequenza casuale. Durante il test, è stato registrato il movimento verticale e orizzontale degli occhi mentre i volontari pronunciavano i numeri. E così è stato scoperto che attraverso questi movimenti era possibile indovinare il numero che sarebbe stato detto subito dopo. Se un volontario guardava a sinistra e in basso, avrebbe scelto un numero più piccolo del precedente. Al contrario se guardava a destra e in alto. Lakoff spiega che i volontari hanno usato due tipi di metafore: UP/DOWN e RIGHT/LEFT. Up e right (su e destra) indicano qualcosa di grande e positivo, al contrario down e left (sotto e sinistra).

Attraverso un altro esperimento, è stato chiesto a 24 studenti di spostare delle biglie da una mensola più alta a una più bassa – e viceversa – mentre raccontavano eventi positivi o negativi della propria vita. Se mettevano le biglie nello scaffale più alto, tutti erano più veloci nel descrivere le esperienze positive.

Il risultato del test ha posto una domanda: i movimenti fisici hanno il potere di cambiare la velocità con cui si parla e anche di determinare cosa scegliere quando si parla o pensa? La risposta è sì, ed è stato dimostrato con un terzo esperimento.

Mentre gli studenti spostavano le biglie su e giù, dovevano rispondere a domande semplici, per esempio cosa era successo il giorno prima. Tutti erano propensi a parlare di fatti positivi quando mettevano le biglie in alto e di eventi negativi quando li spostano verso il basso.

Ma cosa succede se agli esperimenti partecipano dei mancini? Casasanto, del Max Planck Institute di Nijmegen – nei Paesi Bassi – ha chiesto a 286 studenti, di cui 40 mancini, di dare un parere sul personaggio di un cartone: Fribbles. In un foglio c’erano 12 coppie di Fribbles (tutte leggermente diverse) con altrettante domande. Di ogni coppia, un personaggio era a sinistra e l’altro a destra della pagina. Agli studenti era chiesto di indicare un personaggio di ogni coppia giudicando caratteristiche come l’onestà, l’intelligenza o la simpatia. 210 studenti hanno preferito un’immagine a destra o a sinistra e di questi, il 65% dei mancini ha dato giudizi positivi sui personaggi di sinistra. Il 54% dei destri invece su quelli di destra. Da ciò è evidente che le persone che usano il proprio corpo diversamente, hanno pensieri diversi. E probabilmente frasi come “il mio braccio destro”, nascono solo perché la maggior parte delle persone sono destri.

Laura Margiotta

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