Cosa si trova sotto la sabbia del deserto? Ovvio: acqua

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Al centro del continente australiano, il deserto Simpson è una delle distese sabbiose più aride al mondo: e recentemente è stato oggetto di un nuovo studio. Operazioni di mappatura paiono aver dimostrato che sotto di esso, nelle profondità della terra, scorrerebbero le acque di una antichissima rete di fiumi risalente a 50 milioni di anni fa.

L’esplorazione del sottosuolo non è certo una novità, e man mano che le tecniche di mappatura satellitare vanno affinandosi la scoperta di giacimenti idrici sotterranei diventa una pratica sempre più comune. La mappatura dei fiumi sotto il deserto Simpson tuttavia è avvenuta secondo metodi di misurazione differenti.

“I fiumi sotto il deserto Simpson sono troppo profondi per essere mappati con le tecniche satellitari standard”, spiega il professor Michael Hutchinson, promotore della ricerca assieme a John Stein della Australian National University di Camberra. Le grandi dune, elevandosi per più di 20 metri e misurando centinaia di chilometri in lunghezza, interferiscono con le mappature satellitari.

Per analizzare questo sistema fluviale a 35 metri sotto la superficie del deserto è stato allora utilizzato un metodo alternativo: abbinando le misurazioni dei contorni del deserto a un software messo a punto da Hutchinson, si sono uniti tutti i punti in cui il terreno è più depresso e si è cercato di ricostruire la topografia sottostante. Un metodo ingegnoso ma fallibile, come riconosce lo stesso Hutchinson.

Questo studio, benché ancora da verificare, oltre a spiegare la localizzazione dei laghi nel deserto, fornirebbe anche importanti informazioni su possibili giacimenti minerari e petroliferi, la cui presenza è associata alle correnti sotterranee.

Riccardo Moretti

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