Giove: alle origini era una palla rotante

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Il quinto pianeta il linea di successione dal Sole, Giove, era in origine una palla roteante. Le ragioni vanno ricercate essenzialmente nel passato del nostro Sistema Solare. A sostenerlo sono gli autori di un recente studio pubblicato su Nature.

La ricerca non è nuova. Nei giorni scorsi, infatti, altri studi focalizzavano l'attenzione sulle dimensioni di Marte e il modo in cui si sarebbe formato. Oggi, al contrario, si è esteso l'interesse alle dinamiche che hanno portato alla formazione degli altri pianeti. Così si è preso in esame quello che molti definiscono "il gigante gassoso".

Autori dello studio alcuni scienziati guidati da Kevin Walsh, ricercatore presso il Southwest Research Institute. Il team ha effettuato un serie di simulazioni per riprodurre quello che in origine poteva essere il Sistema Solare. In questo modo, si è ottenuta la conferma alla cosiddetta teoria delle migrazioni di Giove. Secondo tale tesi, il pianeta, durante la fase della sua formazione, si sarebbe inoltrato nel Sistema Solare, avvicinandosi al Sole ad una distanza di 1,5 Unita Astronomiche, ossia a una volta e mezza la distanza media fra la Terra ed il Sole.

La teoria continua sostenendo che tale zona fosse ricca di gas, rocce e polveri. Se non ci fosse stato Giove ad assorbirli, sicuramente sarebbe stato il pianeta rosso a convogliare buona parte di questo materiale attorno a sé. E, magari, raggiungendo le misure della Terra e di Venere. Marte non è il pianeta più piccolo che popola il sistema solare, ma si contraddistingue dagli altri per le sue modeste dimensioni. Per questo motivo, esplorare il suo passato comporta per gli scienziati il raggiungimento della soluzione al quesito sulle dinamiche della formazione dei pianeti e dei sistemi extrasolari.

La risposta sarebbe Giove, dunque. Le sue peregrinazioni, prima verso l'interno e successivamente verso l'esterno, avrebbero determinato in modo plausibile lo sviluppo di Marte. E non solo. L'attenzione degli astrofisici si è diretta verso la fascia di asteroidi che ancora è presente tra Giove e Marte. Questa dapprima era considerata un ostacolo alla formazione del pianeta rosso. Con l'attuale studio, invece, si sostiene che gli spostamenti di Giove non erano affatto incompatibili con la presenza di questa fascia.

"Sapere che i nostri pianeti si spostavano di frequente in passato rende il sistema solare molto più simile ai nostri ‘vicini’ di quanto prima potessimo immaginare”. È quanto afferma l'autore dello studio Walsh. Ponendo le basi per nuovi approfondimenti sull'origine del sistema solare che ci ospita come di molti altri per il momento ancora ignoti.

Federica Vitale

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