Auto del futuro: parlera' e camminera su strade che si autoriparano

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L'auto del futuro? Oltre a saper parcheggiarsi da sola e a fare a meno del conducente, “parlerà” ed avrà probabilmente bisogno di una strada in grado di ripararsi autonomamente. Come? Si tratterà di un sistema ad energia cinetica, la stessa utilizzata quando i lampioni si accendono al passaggio dei pedoni.

È la fantascientifica promessa di Arup, un'agenzia di Londra, che ha presentato ufficialmente la propria visione del futuro delle megalopoli. Quando? Possibilmente nel 2050, ovvero nel momento di massima espansione delle città a livello urbanistico, considerando la crescita della popolazione.

Arup, dunque, prevede di dotare le auto del futuro con un sistema in fibra di carbonio e la modalità wireless. Questo impianto funzionerà come qualsiasi altro sistema di navigazione di cui oggi si dispone, avvertendo il conducente sulle possibili anomalie o pericoli. La novità sta nel fatto che, percorrendo una strada, supponiamo, ghiacciata, le gomme dell'auto azioneranno dei tacchetti retrattili per aderire meglio al manto stradale.

Al momento, questa tecnologia è in fase di sperimentazione nel Regno Unito, dove “c'è un grande aumento degli investimenti in arrivo per la rete autostradale”, spiega Tony Marshall, responsabile della rete autostradale di Arup. Si parla, infatti, di 15 miliardi di sterline per la ristrutturazione dell'intera rete. Questa, quindi, verrà dotata del sistema di autoriparazione che utilizza i batteri per sigillare le fessure. Un metodo capace di ridurre in modo significativo i costi di mantenimento delle superfici stradali.

Ma le novità non si fermano qui. Vista la sperimentazione necessaria per i test, verranno scelte tre città che ospiteranno le auto senza conducente. E, per finire, saranno dotate anche di corsie di ricarica wireless per autobus elettrici, la stessa tecnologia utilizzata nella Formula E, ossia il campionato di automobilismo elettrico.

"Il modo in cui le strade sono destinate a cambiare nei prossimi 10 anni è di gran lunga maggiore di quello avuto negli ultimi 10 anni, constata Nick Reed, del Transport Research Laboratory. Ma a cambiare riguarderanno soprattutto le auto che saranno in grado di “parlarsi”, trasmettendo e ricevendo informazioni sul traffico, la velocità, il tempo e i potenziali rischi per la sicurezza e per migliorare la viabilità.

Il futuro nel settore dei trasporti, dunque, sarà estremamente affidato alla tecnologia e, secondo i più recenti studi, si avvarrà del grafene come sistema per generare combustibile sulle auto elettriche.

Federica Vitale

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