Dal MIT il copilota intelligente

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Sterling Anderson, brillante studente di dottorato presso il dipartimento di ingegneria meccanica del MIT (Massachussets Institute of Technology), ha messo a punto un progetto davvero molto interessante per quanto riguarda la guida assistita di veicoli, specialmente dal punto di vista della sicurezza. L’obiettivo è chiaro, anche se non semplice da raggiungere: il sistema interviene soltanto per evitare che, a causa di un errore umano, venga messa a repentaglio la sicurezza del guidatore e dei passeggeri.

Vengono utilizzati una telecamera e un laser scanner, per riconoscere ostacoli e, più in generale, per identificare situazioni che possono essere definite rischiose e quindi richiedere un’attivazione del modulo di guida assistita. Qualora tale modulo non venga attivato, la macchina si comporta come una qualsiasi automobile tra quelle che siamo abituati a guidare.

Se si rileva però, ad esempio, che il conducente sta procedendo in rotta di collisione con un ostacolo, sia esso fisso o mobile, qualora i margini di manovra per evitare l’impatto siano pericolosamente ridotti, i controlli manuali del veicolo vengono disattivati e la macchina viene portata automaticamente, nel modo più rapido e sicuro possibile (calcolato automaticamente da un opportuno algoritmo) fuori dalla zona di pericolo. A questo punto il modulo di guida assistita si disattiva automaticamente e vengono riattivati i comandi manuali.

Anderson stesso ha trovato forse la definizione più calzante per il sistema da lui sviluppato: si tratta a suo parere di un “co-pilota intelligente”, che, invece di limitarsi a fornire suggerimenti al pilota, interviene direttamente qualora si riscontri una situazione di pericolo. La ricerca condotta da Anderson offre una prospettiva leggermente diversa rispetto a una significativa parte delle tecnologie recentemente sviluppate in ambito robotico con l’idea di un’integrazione su veicoli.

In questo caso infatti la parte di pianificazione del percorso è completamente assente. Il sistema non sviluppa un piano in maniera autonoma, ma cerca di adattarsi al meglio alle scelte umane: si tratta in altre parole di un sistema reattivo, che si caratterizza per una maggiore semplicità e immediatezza di utilizzo. Si tratta di un significativo passo in avanti non solo tecnologico, ma anche a livello di percezione, per associare l’idea di automazione a quella di sicurezza.

Damiano Verda

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