La Nasa indaga sul pedale della Toyota

pedale_toyota

I pedali della Toyota stanno mettendo in crisi il colosso autobilistico nipponico. I media americani parlano ironicamente di "pedal storm", per denigrare il difetto di fabbricazione che ha coinvolto al momento quasi 9 milioni di veicoli Toyota. In cosa consiste il problema? I pedali accelerano da soli. Già, un danno non da poco e che potrebbe costituire un reale pericolo per gli automobilisti. Ma anche per la Toyota. Il danno di immagine nei confronti dei giapponesi è stato e sarà di enorme portata, a cui va aggiunto anche quello economico riguardante il rientro delle auto con tale difetto, stimato attorno ai 5 miliardi di dollari.

E dal continente americano, provato dalla crisi dell'auto, arrivano le urla di giubilo e il governo Usa, cavalcando l'onda, chiede di saperne di più per tutelare i propri automobilisti, che da ogni parte lamentano disagi. Le autorità Usa hanno così concordato di chiedere aiuto addirittura alla Nasa, che dovrà indagare sulla causa dei problemi degli acceleratori elettronici della Toyota.

Il potente Nhtsa, ovvero l'ente federale americano per la sicurezza stradale ha dunque incaricato 9 scienziati dell'agenzia spaziale per capire da cosa derivi questa anomala accelerazione "spontanea".

Non bastano all'America dell'auto le spiegazioni fornite dalla Toyota, secondo cui il problema risiedeva nel pedale e nelle sue deformazioni in determinate condizioni di temperatura e umidità. E non va bene nemmeno la possibile soluzione proposta dai nipponici: cambiare lo spessore della piastrina di metallo, in grado di garantire la necessaria scorrevolezza dell'articolazione che agisce su un potenziometro, a sua volta collegato alla centralina di gestione motore.

Ma per molti, questa piastrina, sarebbe la prima responsbile del difetto del pedale. Ci vorrà davvero l'intervento della Nasa per risolvere il difetto o si tratta di un'apposita campagna denigratoria, per risollevare le sorti del mercato dell'auto americana? Chissà, forse gli antichi romani avevano ragione: mors tua, vita mea.

Francesca Mancuso

Pin It

Cerca