I veicoli che guideremo nel 2030

Autonomo

Quanto più l’orizzonte temporale di una previsione si allunga, tanto più ne risente, necessariamente, l’accuratezza. Difficile infatti prevedere mutamenti sociali ed economici di ampia portata e periodo, spesso generati anche da fattori imprevedibili e talvolta poco evidenti.

Cercare di comprendere quale potrà essere l’automobile guidata nel 2030, se possibile, è un compito ancor più complesso, dato che, oltre a richiedere una previsione di lungo periodo, coinvolge un mercato dinamico, con un elevato tasso di sviluppo tecnologico.

Il designer Charles Rattray però non si sottrae alla sfida, elaborando il progetto che prende il nome di Autonomo. Naturalmente, non si tratta di un progetto orientato all’immediata realizzazione, ma piuttosto di uno schizzo. Rattray cerca di gettare uno sguardo al futuro, tratteggiando un’automobile dalle caratteristiche radicalmente diverse rispetto a quelle a cui siamo abituati.

Per certi versi, Autonomo somiglia più a un computer che a un’auto. Grazie a una rete di sensori particolarmente elaborata e completa infatti, è in grado di avere a disposizione una rappresentazione tridimensionale affidabile del mondo anche muovendosi ad alte velocità. Ciò consente di avere assistenza estremamente affidabile alla guida, o addirittura una guida automatica.

La disponibilità di informazioni relative al traffico (che possono essere reperite da un database centrale continuamente aggiornato) garantisce inoltre un considerevole miglioramento nell’efficienza degli spostamenti, non solo a livello individuale ma, qualora Autonomo diventasse il modello di riferimento, anche collettivo. Sarebbero notevoli quindi le ricadute pratiche anche in termini di qualità della vita, specie nelle grandi città.

Damiano Verda

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