Ferrari: il concorso per realizzare l'auto del futuro

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Una Ferrari made in Corea del Sud. Ovviamente non accadrà mai (o almeno così sperano tutti gli italiani, orgogliosi del marchio forse più famoso al mondo per quanto riguarda le auto di lusso).

L’auto che martedì scorso a Maranello si è aggiudicata il Ferrari World Design Contest 2011 - il concorso che mette in competizione scuole e università internazionali nel campo automotive e del design per immaginare la Ferrari del futuro - si chiama “Eternità” ed è il frutto del progetto dell’Università sudcoreana di Hongik (Seul), premiata in quanto quella che “meglio interpreta la filosofia del concorso senza snaturare il Dna del marchio”. Al secondo posto il concept “Xezri” dell’Istituto Europeo di Design di Torino (disegnato però da uno studente azero), medaglia di bronzo per il Royal College of Art di Londra con il suo intrigante “Cavallo Bianco”.

Negli ultimi sei mesi a Maranello sono pervenuti oltre 400 progetti, con cui i giovani designer di 50 scuole e università di tutto il mondo hanno realizzato i prototipi delle prossime auto del Cavallino rampante.

Per la premiazione delle sette finaliste del World Design Contest 2011 il parterre era quello delle grandi occasioni: il presidente Luca Cordero di Montezemolo, Fernando Alonso, l’ad Amedeo Felisa e Paolo Pininfarina e 160 giornalisti provenienti da 23 Paesi.

II giovani designer hanno lavorato giorno e notte per conquistare l’ambitissimo stage a Maranello e la borsa di studio in denaro. Hanno progettato e poi realizzato in scala 1:4 la loro Ferrari, che doveva essere bella, aggressiva e tecnologicamente avanzata, tenendo allo stesso tempo in considerazione i consumi e l’aerodinamica.

La nostra forza - ha spiegato Montezemolo - è lo storico radicamento sul territorio, perché l’intero ciclo produttivo si sviluppa qui con una cura maniacale del dettaglio, ma per noi è altrettanto fondamentale spalancare le finestre sul mondo: siamo presenti su 58 mercati e lo slogan che amo ripetere è 'una Ferrari diversa per ferraristi diversi'. Specie nel mondo del design l’evoluzione è continua, non dimentichiamo che una Ferrari deve essere soprattutto bella, ovunque riconoscibile per la sua esclusività e l’identità unica, oltre che per le prestazioni e la guidabilità”.

In questo concorso - ha aggiunto il presidente - abbiamo visto soluzioni progettuali decisamente estreme, però guarderemo con grande attenzione a queste idee, perché noi viviamo di tecnologia, ma anche di particolari, di materiali e di stile ricercato, come dimostra il grande impegno dedicato ai colori e alle pelli pregiate. Non ci sarà mai una Ferrari full-electric; studiamo però con attenzione l’ibrido, che è la soluzione ecologica del futuro. Tutti i partecipanti - ha concluso Montezemolo - meritano un ringraziamento, penso che abbiano prevalso con merito questi entusiasti ragazzi coreani, e non è un caso: la Corea rappresenta oggi una realtà importante, non solo nel mondo dell’auto. Prima ha imparato ad apprezzare il made in Italy, poi ha proposto la propria scuola che brilla nel mondo. Per noi sono fondamentali questi nuovi mercati, che ci consentono di aumentare la produzione senza derogare mai dal concetto di esclusività che prevede di dover sempre desiderare una Ferrari. Ne facciamo meno di quante ce ne chiedono. L’area della Grande Cina, comprese Hong Kong e Taiwan, è ormai il nostro secondo mercato mondiale”.

Antonino Neri

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