Satellite #Progress in caduta libera. Allertata la Protezione Civile

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Non si sa ancora né dove né quando. L'unica cosa certa è che il cargo russo Progress si schianterà sulla Terra. Inutili i tentativi di riprenderne il controllo del dispositivo da Terra. Allertata anche la Protezione Civile.

Lanciato il 28 aprile dal cosmodromo di Baikonour con a bardo 3 tonnellate di rifornimenti ed esperimenti per gli astronauti a bordo della ISS, il veicolo russo è ufficialmente in caduta libera verso la Terra

Si indaga ancora sulle cause che hanno portato Progress a ruotare vorticosamente su se stesso e in modo incontrollato. Dalle ricostruzioni dei tecnici del Comando Strategico USA, fa sapere l'Asi, un secondo e mezzo prima del distacco tra la Progress e il terzo stadio del lanciatore sia venuta meno la telemetria. Probabilmente la causa è un errore o un'esplosione avvenuta prima e durante la fase di separazione. Questo è quanto è accaduto.

Ma cosa accadrà adesso? Considerate le dimensioni, i materiali ed il peso, la capsula non si consumerà completamente nell’impatto con l’atmosfera, pertanto oggetti anche pesanti potrebbero arrivare fino al suolo”, ha detto Claudio Portelli, esperto ASI di 'Space Debris'. “Tenendo poi presente l’orbita attuale, Progress M-27M potrebbe rientrare tra l’8 e l’11 maggio, in una modalità incontrollata che è considerata non priva di rischi”.

Inutile allarmarsi. Secondo l'esperto bisognerà attende fino all’ultimo giorno e addirittura a poche ore prima dell'impatto con l’alta atmosfera (80 km) per sapere quali saranno le zone a rischio: “Potrebbe interessare diversi continenti”.

Fa sapere la Protezione Civile che secondo le previsioni fornite, a oggi, dall'Asi, la finestra temporale ipotizzata per il rientro del cargo sulla Terra va dalle 22:12 del 7 maggio alle ore 15:04 del 9 maggio.

Secondo Carmen Pardini dell’Istituto di scienza e tecnologie dell'informazione del Consiglio nazionale delle ricerche (Isti-Cnr), i frammenti "potrebbero precipitare in qualunque località del pianeta compresa tra i 53 gradi di latitudine sud e nord (sono esclusi quindi Poli, che non sono sorvolati dal veicolo). Facendo una valutazione generale sui rischi di rientro di oggetti dallo spazio e tenendo conto della distribuzione degli oceani e delle terre emerse, se i detriti si distribuissero su un arco di 800 km, la probabilità che cadano tutti in mare e nessuno sulla terraferma è del 62%. Ma se si disperdessero su un arco di 2.000 km, tale probabilità scenderebbe al di sotto del 50%".

Lunga oltre 7 metri, con un diametro di 2,7, la capsula Progress pesa circa 7 tonnellate, era stata lanciata lo scorso 28 aprile e avrebbe dovuto rifornire la Stazione spaziale internazionale di attrezzature scientifiche e alimenti di prima necessità. I problemi si sono verificati subito dopo il lancio, la navetta è andata fuori controllo e ha cominciato a perdere quota, ruotando velocemente su se stessa.

Per questo è stato costituito un gruppo composto da tecnici del Dipartimento della Protezione Civile nazionale, dell’ASI stessa, del Dipartimento dei Vigili del Fuoco, dell’ENAV, dell’ENAC, di ISPRA, del Comando Operativo Interforze e del Friuli Venezia Giulia in rappresentanza di tutte le Regioni per “monitorare l’evolversi della situazione e dare aggiornamenti nei prossimi giorni all’intero sistema di protezione civile sulla base dei dati che verranno forniti dall’Agenzia Spaziale Italiana (ASI) e da quella Europea (ESA)”.

Non è la prima volta che un satellite, dismesso o a causa di guasti imprevisti, fa ritorno sulla terra in modo non controllato.

Qualche anno fa era toccato a Goce, schiantatosi poi senza danni. Prima ancora era stato Uars a mettere in allarme la Protezione Civile. Speriamo che l'esito sia lo stesso.

Francesca Mancuso

Foto: Roscosmos

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