Voyager 1: la sonda colpita dagli tsunami del sole

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Uno tsunami spaziale ha investito più volte la sonda Voyager 1. La navicella della Nasa che è ormai fuori dai confini del sistema solare, diretta verso lo spazio interstellare, ed è stata bombardata dalle particelle che il sole emette e che riescono a raggiungerla anche a enormi distanze.

La più recente ondata d'urto, osservata nel mese di febbraio 2014, sembra ancora in corso. Un'altra onda, percepita in precedenza, ha aiutato i ricercatori a determinare che Voyager 1 era ormai entrata nello spazio interstellare.

Ma i vari tsunami che la Voyager 1 ha iniziato a sperimentare all'inizio di quest'anno si stanno ancora propagando verso l'esterno, in base ai nuovi risultati. Si tratta dell'onda d'urto di più lunga durata che i ricercatori hanno mai visto nello spazio interstellare.

La maggior parte delle persone avrebbe pensato che lo spazio interstellare sarebbe stato regolare e calmo. Ma queste onde d'urto sembrano essere più comuni di quanto pensassimoha detto Don Gurnett, professore di fisica all'Università dell'Iowa. Gurnett ha presentato i nuovi dati Lunedi, 15 dicembre, presso il meeting dell'American Geophysical Union a San Francisco.

Uno “tsunami” di questo tipo si verifica quando il sole emette una espulsione di massa coronale, buttando fuori una nuvola di plasma magnetico dalla sua superficie. Questo genera un'onda di pressione. Quando quest'onda scorre nel plasma interstellare, ovvero nelle particelle cariche presenti nello spazio tra le stelle, il risultato è un'onda d'urto che perturba il plasma.

Questa è la terza onda d'urto che Voyager 1 ha vissuto. Il primo evento è stato tra ottobre e novembre del 2012, e la seconda ondata fu registrata da aprile a maggio del 2013 e ha rivelato una densità di plasma ancora più alta. Voyager 1 ha rilevato l'evento più recente nel mese di febbraio 2014, ed è ancora in corso. La sonda è stata spinta ancora di più verso l'esterno, a 400 milioni di chilometri di distanza, durante il terzo evento.

Questo evento straordinario solleva questioni che stimoleranno nuovi studi della natura degli shock nello spazio interstellare”, ha detto Leonard Burlaga, astrofisico emerito del Nasa Goddard Spaceflight Center di Greenbelt, nel Maryland, che ha analizzato i dati. Ma non è chiaro ai ricercatori che cosa possa significare l'insolita longevità di questa particolare onda.