Lander Philae: entrato in modalita' stand-by

rosetta philae

L'Agenzia spaziale europea conferma che il lander Philae ha smesso di trasmettere informazioni dalla cometa sulla quale era atterrato lo scorso 12 novembre, localizzata tra Marte e Giove. Ora, però, è andato in modalità stand-by, in modo tale da conservare la sua energia residua. Il lander è entrato in ibernazione alle 01:36 della notte tra il 14 e il 15, riuscendo a inviare a Rosetta tutti i dati raccolti.

Philae, distaccatosi dalla sonda dopo un viaggio lungo 10 anni, è stato in grado di ricaricare le batterie grazie alla luce del Sole. L'Esa avrebbe intenzione di alimentarle ulteriormente, ma resta da vedere se illander sarà in grado di essere riattivato. Prima dello stand-by, Philae è riuscito nel suo tentativo di perforare un buco di circa 20 centimetri di profondità nella superficie della cometa 67P Churyumov-Gerasimenko, fornendo dati di osservazione determinanti per gli scienziati sulla Terra.

L'astronomo Jonathan McDowell, dell'Harvard-Smithsonian Center for Astrophysics, ha dichiarato che i dati già ricevuti hanno un valore inestimabile. "La cosa bella è che nell'ultimo paio d'ore di autonomia energetica di Philae, è stata scaricata una quantità enorme di informazioni da tenere gli scienziati impegnati per mesi e anni, probabilmente", ha spiegato.

L'agenzia spaziale europea aveva programmato di continuare la ricerca sulla cometa fino a marzo, ma la sonda non è riuscita a rifornirsi della necessaria luce solare poiché nel punto di atterraggio questa non risulta adeguata. Infatti, Philae non è riuscito ad ancorarsi come previsto sul corpo della cometa, e ciò lo ha portato a rimbalzare a circa un chilometro di distanza dal suo obiettivo originale. Le immagini ed altri dati poi ritrasmessi dal lander hanno confermato che questo è rimasto intrappolato in una zona d'ombra, suggerendo così la possibilità che sia finito accanto a delle rocce o all'interno di un cratere.

Uno dei compiti più importanti della sonda è stato quello di ottenere campioni dall'interno della cometa per effettuare analisi chimiche. Si ritiene che le comete siano i resti incontaminati della formazione del nostro sistema solare, avvenuta circa 4,6 miliardi di anni fa. Esse contengono roccia e ghiaccio che hanno conservato le antiche molecole organiche come una capsula del tempo e possono fornire indicazioni sul modo in cui i pianeti e la vita si siano evoluti.

La sonda Rosetta, dal canto suo, continuerà le proprie osservazioni sopra 67P fino a dicembre del prossimo anno.

Federica Vitale

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