I 5 incidenti spaziali piu' pericolosi della storia

incidenti spaziali

Quante volte abbiamo ripetuto, più o meno scherzosamente, queste parole: "Houston, abbiamo un problema"? La storia era vera, come il personaggio che le pronunciò in una situazione di emergenza. Protagonista, l'equipaggio dell'Apollo 13, coinvolto in uno degli incidenti spaziali incisi nella storia delle missioni extraterrestri.

Tuttavia, sebbene ogni spedizione sia preceduta da mesi di lavoro e nulla sia lasciato al caso, succede talvolta che qualcosa vada storto. La colpa può essere dei computer di bordo, dei sofisticati sensori o delle apparecchiature. Fatto sta che tali eventi lasciano il segno e servono da monito per le future missioni.

Abbiamo elencato una serie di 5 incidenti della storia delle spedizioni spaziale. Per ricordarle e per conoscere il brivido di disavventure reali che noi comuni mortali possiamo solo vivere attraverso la cinematografia.

Lo scacciamosche dello Space Shuttle

Soprannominato lo “scacciamosche”, si tratta di un bastone spaziale improvvisato, costruito utilizzando dei rivestimenti in plastica di alcuni strumenti, del nastro adesivo e un palo di metallo. Questo arnese molto fai-da-te, avrebbe dovuto salvare le sorti del satellite Leasat 3, che aveva riportato alcuni problemi. Gli astronauti dello Space Shuttle Discovery intrapresero una passeggiata spaziale degna del film Gravity. L'obiettivo era quello di collegare lo “scacciamosche” al braccio robotico che avrebbe dovuto posizionare il satellite. Tentativo mal riuscito. Fu solo nella spedizione successiva e con un nuovo modulo che si riuscì a posizionare il satellite.

Mosca, abbiamo un problema

Mai coltello da cucina fu tanto prezioso! Era il 25 giugno 1997 quando il cosmonauta Vasili Tsibliyev ancorò manualmente la navicella senza pilota Progress alla stazione spaziale Mir. Quando però questa andò a scontrarsi contro la stazione stessa, iniziarono i problemi. L'urto, infatti, causò un improvviso calo di pressione dovuto ad una perdita d'aria. Sebbene la prima reazione del resto dell'equipaggio fu quella di abbandonare la Mir a bordo della capsula Soyuz (la sola via di fuga sulla stazione), Lazutkin ritenne che l'unico modo per salvare la stazione e isolare la perdita d'aria fosse sigillare il modulo Spektr, ossia il punto in cui Progress era andato a scontrarsi. Fu proprio grazie ad un comune coltello che cominciò a separare i collegamenti tra le decine di cavi che si snodavano attraverso il portello del modulo. L'impresa, a quanto pare, andò a buon fine.

Oscillare sulla Luna

Era il febbraio 1971 quando si giocò per la prima volta una partita di golf sulla Luna. Il comandante dell'Apollo 14, Alan Shepard, si apprestava alla seconda giornata di esplorazioni. Fu un caso, dunque, quando inconsapevolmente improvvisò un bastone e fece oscillare un aggeggio di forma rotonda che aveva con sé. Il movimento della palla produsse un vortice di polvere, che si spostò di soli pochi metri. Solo un secondo colpo fece sì che la palla oscillò ad una distanza maggiore. Tuttavia, quanto la pallina si sia mossa realmente rimane un dibattito ancora aperto.

La penna spaziale di Buzz

“Cos'è quell'oggetto?”, deve aver pensato Buzz Aldrin quando, di ritorno dalla loro prima passeggiata lunare, notò qualcosa fuori posto nella polvere. Lo raccolse e, con un brivido lungo la schiena, realizzò che si trattava di un dispositivo fondamentale per la loro partenza. Era, infatti, lo strumento che avrebbe innescato l'accensione del lander. Notificato l'accaduto a controllori sulla Terra, Aldrin e Armstrong si adoperarono per trovare qualcosa di sostitutivo. Fu grazie ad una penna, pare, che il lift-off del lander fu attivato. Nacque una leggenda.

Le disavventure dell'Apollo 13

La lista si conclude con le disavventure spaziali dell'Apollo 13. In viaggio verso la Luna, sulla navicella si produsse uno scoppio. Era il 13 aprile, a 55 ore dalla partenza, ad una distanza dal proprio obiettivo di 14 mila km. Fu l'incidente passato alla storia con la voce di Lovell che avvertiva “Houston, abbiamo un problema". L'onda d'urto di un'esplosione fece letteralmente impazzi i comandi della navicella. Non solo: l'equipaggio si rese anche conto che stava perdendo l'ossigeno del serbatoio 2, esploso per un cortocircuito che aveva danneggiato anche il serbatoio 1. Essendo insufficiente per le operazioni di allunaggio, dalla base arrivò l'ordine di annullare la missione. L'obiettivo, quindi, divenne quello di tornare a Terra. Cominciò così una corsa contro il tempo che vide impegnati i tecnici della Nasa e gli stessi astronauti i quali, dal canto loro, dovettero fronteggiare l'assenza di viveri e di acqua potabile, oltre alle basse temperature. Una vera prova di forza che tenne il mondo intero con il fiato sospeso e che, oggi, è raccontato dal cinema.

A questi 5 incidenti, ne aggiungiamo uno tutto italiano che ha visto protagonista il nostro Luca Parmitano. Una passeggiata spaziale interrotta a causa di alcune perdite di acqua nel casco dell'astronauta. Una disavventura raccontata dallo stesso Parmitano sui vari social media e che oggi merita ulteriori approfondimenti sulle tute spaziali indossate dagli astronauti durante le spacewalks.

Federica Vitale

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