Marte: la missione low cost dell'India

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Ad inviare l'uomo su Marte ci pensa ora anche l'India. Il Centro Spaziale Satish Dhawan di Sriharikota, a 100 km da Chennai, è brulicante di attività.

Negli ultimi mesi, la piccola città nei pressi del pittoresco lago Pulicat è stata scelta da un team di scienziati provenienti dall'Indian Space Research Organisation (ISRO) come avamposto per un ambizioso progetto: avviare un volo inaugurale di un Mars Orbiter alla volta del pianeta rosso. E tutto rigorosamente “made in India”.

Quasi 300 scienziati assisteranno con ansia alla prova di lancio, per il momento ancora senza equipaggio. Questa è schedulata per il prossimo 5 novembre. La torre di controllo mobile, alta 76 metri e provvista di 32 ruote, circonda il veicolo spaziale. “È una missione storica che utilizza tutti i payload del posto. Dal momento che è la 25° missione PSLV, siamo tutti più entusiasti", afferma A Lawrence, incaricato al controllo della rampa di lancio. A sette chilometri di distanza, si trova il Centro di Controllo della Missione, il punto nevralgico della piattaforma di lancio. Un nutrito gruppo di scienziati monitorerà la sequenza totale del conto alla rovescia. Alcuni saranno impegnati al controllo dei parametri di volo, mentre altri supervisioneranno i controlli elettrici.

Questa missione rappresenta un piccolo inizio per il lungo e misterioso viaggio spaziale di più di 300 giorni che l'India si appresta a compiere. Gli oltre 16 mila dipendenti di ISRO, con i propri contributi tecnologici e scientifici alla missione, sono consapevoli che, anche dopo l'esecuzione del volo spaziale, la strada da percorrere è punteggiata di sfide prima che finalmente il velivolo entri nell'orbita marziana il 24 settembre 2014. Ma gli scienziati sono ottimisti. "Ogni missione ha un rischio di fallimento. Ciò non significa che non bisogna provarci", dichiara Vijaya Sardhi, direttore del gruppo della gestione del programma. Concorda anche Mylswamy Annadurai, il direttore dei progetti Chandrayaan-1 e Chandrayaan-2: "Siamo tutti ottimisti, ma allo stesso tempo stiamo pregando affinché la missione porti a termine i suoi obiettivi. Considerando che ci sono state diverse missioni su Marte, ma poche hanno effettivamente avuto buon esito, dobbiamo stare attenti”.

Tuttavia, la missione è avvolta da numerose polemiche. Il paese, infatti, avrebbe investito circa 4,5 miliardi di rupie, ossia 54 milioni di euro. Una cifra considerevole se si pensa al fatto che in India un terzo dei bambini è malnutrito e la metà della popolazione vive in condizioni disagiate. L'agenzia spaziale indiane, dunque, è accusata di investire il denaro in una missione ritenuta non necessaria. Ad ogni modo, le scuse sono respinte con la spiegazione che la tecnologia utilizzata sarà in grado di risolvere problematiche comuni. Mentre le infrastrutture di comunicazione indiane sono state sviluppate grazie ai programmi spaziali degli anni '80. Insomma, verrebbe da definirla una "missione low cost".

Quello del 5 novembre rappresenta un gigantesco balzo in avanti per l'India, avviato nel 2008 con la sua prima missione lunare. Il conto alla rovescia per la missione su Marte inizia oggi. Il tempo del countdown è di 56 ore e 30 minuti, durante i quali saranno messi a punto i propellenti necessari. In origine, la data di lancio era prevista per il 28 ottobre, ma le condizioni meteorologiche avverse avevano costretto gli scienziati ISRO a rimandarla.

La durata totale di volo prima dell'iniezione dell'Orbiter è di quasi 47 minuti, molto di più rispetto al solito tempo di volo di 20 minuti. Questo per ottenere una corretta disposizione del perigeo al momento dell'iniezione della navicella. La breve finestra di lancio è di circa cinque minuti e sarà attentamente monitorata non solo da parte dell'India, ma incontrerà l'attenzione di buona parte del pianeta. Se l'Orbiter dovesse effettivamente indirizzarsi correttamente alla volta di Marte, l'India si unirà al ristretto club di paesi, come gli Stati Uniti, la Russia e l'Europa, i quali hanno alle loro spalle diverse esperienze che riguardano da vicino il fantomatico pianeta rosso.

Federica Vitale

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