Voyager 1 percorre l'autostrada magnetica: la corsa verso lo spazio interstellare

voyager1 2013

Voyager 1, la navicella della Nasa che si spingerà fuori dal sistema solare, potrebbe essere pronta a varcarne definitivamente i confini. La sonda sarebbe entrata in una nuova regione che si trova tra il nostro sistema solare e lo spazio interstellare, chiamata dagli scienziati autostrada magnetica.

Partita nel 1977, la sonda lo scorso anno aveva raggiunto i confini del sistema solare. Allora, in un solo giorno, lo scorso 28 luglio, era stato rilevato un aumento del 5 per cento nel livello dei raggi cosmici provenienti dall’esterno del nostro Sistema Solare. Ma oggi il team di Voyager ha annunciato che la sonda ha lasciato il sistme solare ed entrata all'interno di una nuova regione, in cui le particelle energetiche sono cambiate radicalmente. Tuttavia, spiegano gli astronomi della Nasa, "un cambiamento di direzione della campo magnetico è l'ultimo indicatore critico per raggiungere lo spazio interstellare e il cambiamento di direzione non è ancora stato osservato."

Voyager 1 non avrebbe ancora varcato la fatidica 'soglia'. Il veicolo spaziale più lontanto creato dalle mani umane potrebbe già essersi lasciato alle spalle la sfera di influenza del sole, la cosidetta eliopausa, che ha raggiunto nel 2012. Qui i venti solari vengono bloccati dal mezzo interstellare, cioé dall'insieme di gas e polvere che avvolge il nostro sistema. Ma la Nasa ci va cauta.

Entusiasta invece Bill Webber, professore emerito di astronomia presso la New Mexico State University, che ha detto: "Nel giro di pochi giorni, l'intensità della radiazione intrappolata nell'eliosfera è diminuita, e l'intensità dei raggi cosmici è salita come ci si aspetterebbe se (Voyager) fosse uscita dall'eliosfera".

voyager jpl

Gli scienziati non ne sono ancora certi, ma se la sonda è entrata nello spazio interstellare o se sia rimasta in una regione di confine è ancora da appurare. Potrebbe essere fuori dall'eliosfera ed essersi addentrata in una nuova regione: "Tutto quello che stiamo misurando è diverso ed emozionante" aggiunge il prof. Webber. Secondo quest'ultimo, lo strumento ha registrato un drastico calo dei raggi cosmici che sono intrappolati dal campo magnetico del Sole e un concomitante aumento di quelli generati dalle più lontane propaggini della galassia.

Questo modello indicherebbe che Voyager 1 ha viaggiato al di là influenza magnetica del Sole e non è schermato dai raggi cosmici galattici.

Francesca Mancuso

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