I prossimi passi della Nasa verso l'esplorazione spaziale

OrionModello

La Nasa ha annunciato di aver siglato un accordo con l'Agenzia Spaziale Europea per fornire un modulo di servizio per il veicolo spaziale Orion. L'accordo porterà un contributo europeo alla esplorazione della sonda Missione-1 in programma per il 2017.

Il veicolo Orion possiede tre componenti principali: la capsula per i quattro uomini dell'equipaggio; il sistema di interruzione del lancio, in grado di mettere in sicurezza il modulo dell'equipaggio nel caso improbabile di un pericolo durante il lancio; il modulo di servizio, che ospita il propulsore di Orion e, infine, i sistemi di propulsione termica. Questi sono i componenti che l'ESA fornirà secondo i termini del contratto firmato a metà dicembre con la Nasa.

"Questo non è un sistema semplice", ha riferito il manager Mark Geyer, dell'Orion Program. "Il contributo dell'ESA sarà fondamentale per il successo della missione di Orione del 2017". Questa missione rappresenterà anche il primo test di volo integrato, sia del veicolo spaziale Orion sia del nuovo razzo della Nasa Space Launch System. "Abbiamo molto da aspettarci nei prossimi anni dall'esplorazione umana", ha dichiarato Dan Dumbacher, vice amministratore associato dell'Exploration System Development della Nasa di Washington. "La Nasa è entusiasta di avere l'ESA come partner, dal momento che abbiamo deciso di esplorare il nostro sistema solare".

Ma i progetti dell'agenzia spaziale americana non si fermano qui. È recente la notizia della sua collaborazione con una società privata, la Bigelow Aerospace, nel tentativo di sostituire gli ingombranti moduli della Iss che ora sono utilizzati come “case” degli astronauti nello spazio. Il progetto è quello di sviluppare dei moduli gonfiabili che possano essere prodotti e distribuiti anche con meno dispendio di fondi.

Un progetto, dunque, da 17,8 milioni dollari che invierà moduli da testare sulla Stazione Spaziale Internazionale. Una camera gonfiabile che può essere compressa in un tubo di 2,5 metri per la consegna. Se il modulo si rivelerà resistente nel corso dei due anni di test presso la stazione spaziale, ciò potrebbe spianare la strada allo sviluppo di habitat sulla Luna e per le future missioni su Marte. Almeno secondo quanto sostiene l'ingegnere della Nasa Glen Miller.

L'agenzia statunitense ha scelto Bigelow Aerospace per il contratto perché è l'unica azienda a lavorare sulla tecnologia gonfiabile. La Nasa prevede così di installare il primo modulo sulla stazione spaziale entro il 2015. Mentre la Bigelow prevede di iniziare a vendere “le case spaziali autonome” il prossimo anno. La nuova tecnologia, infatti, fornisce tre volte più spazio di tutti i modelli in alluminio esistenti ed è anche più facile e meno costosa da costruire.

La partnership è un altro passo verso la concessione a terzi da parte della Nasa, che non gode più del bilancio e profilo pubblico del suo periodo di massimo splendore. L'agenzia ha consegnato l'appalto per la costruzione dei nuovi razzi di lancio a imprese private, subito dopo aver messo in pensione lo Space Shuttle nel 2011. Oggi, come è noto, l'agenzia si basa sulle navicelle spaziali russe per il trasporto degli astronauti americani da e per la stazione spaziale.

Federica Vitale

Leggi anche:

- Nel 2021 l'uomo sbarcherà sul lato oscuro della Luna

- Space X e Bigelow Aerospace: passeggiate spaziali per tutti

Pin It

Cerca